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Disobbedienza civile

Posted by – 5 febbraio 2009

Di fronte a questa norma aberrante l’opposizione politica può fare poco. Se in un parlamento di un paese sedicente civile, indipendentemente dai numeri della maggioranza e dalla legge elettorale che ha determinato la composizione della fauna parlamentare, un consistente numero di rappresentanti eletti consente che si realizzi – per legge – una discriminazione così grave rispetto ad un diritto riconosciuto universale, l’opposizione può fare ben poco. Soprattutto se l’opposizione non è abituata a fare opposizione, stretta tra patti di non belligeranza (PD) e urla demagogiche (IdV).

La forma più radicale ed incisiva di protesta, proprio a partire dai medici, deve essere la disobbedienza civile, il rifiuto netto e morale di infrangere norme e regole superiori agli umori di una legislatura rozza e ignorante:

Giuro [...] di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica;

Giuramento di Ippocrate

Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari;

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Costituzione della Repubblica Italiana

27/12/2008 – 21/01/2009

Posted by – 21 gennaio 2009

Toccata e fuga.

Più di 1000 morti palestinesi e distruzioni indiscriminate è costata questa dimostrazione di forza bruta da parte di Israele, così veloce e violenta da non riuscire a mascherare la sua natura straordinaria e opportunistica: sfruttare e massimizzare l’interregno di un mese tra il fantoccio Bush e colui che, almeno dal punto di vista simbolico (e ciò conta molto), rappresenta le speranze di chi nel mondo per tanto tempo è rimasto senza voce.

La precipitosa fuga da Gaza, sorprendente almeno quanto la rapidità e l’intensità dell’attacco di Dicembre, parla più di tanti proclami, giuramenti e cerimonie d’insediamento: il governo israeliano ha una paura fottuta di Barack Obama e di quello che lui rappresenta.

20 Gennaio 2009

Posted by – 20 gennaio 2009

Your people will judge you for what you can build, not what you destroy

And to those nations like ours that enjoy relative plenty, we say we can no longer afford indifference to suffering outside our borders; nor can we consume the world’s resources without regard to effect. For the world has changed, and we must change with it.

Barack Hussein Obama, 20/01/2009

….e vi tenderemo la mano se sarete pronti ad aprire il vostro pugno.

Provate a stare fermi…

Posted by – 20 gennaio 2009

Is this land made for you and me?

Posted by – 19 gennaio 2009

Non avrei mai pensato di veder cantata da Pete Seeger, di fronte a 400.000 persone, alla presenza del futuro Presidente USA, La canzone di Woody Guthrie.
Va bene che entrambi sono stati recentemente “sdoganati” da Bruce Springsteen, ma un comunista che canta la canzone di un socialista di fronte ad un Presidente nero dal palco che vide declamato il famoso discorso del “sogno” di Martin Luther King, ha qualcosa di realmente rivoluzionario.

There was a big high wall there that tried to stop me;
Sign was painted, it said private property;
But on the back side it didn’t say nothing;
That side was made for you and me.
Is this land made for you and me?
In the squares of the city, In the shadow of a steeple;
By the relief office, I’d seen my people.
As they stood there hungry, I stood there asking,
Is this land made for you and me?