In una data speciale, ricordo una persona speciale. Antonio Mori, zio Nino.
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Quale conciliazione?
Ieri sono passato da Piazza della Conciliazione a Milano, recente teatro di un ignobile e vigliacco gesto, fin troppo elaborato nei dettagli per essere considerato un semplice atto di vandalismo.
Il nome della piazza, quasi uno scherzo del destino: la ri-conciliazione (e nessuno l’ha mai negata a chi ha pienamente rinnegato il fascismo!) non deve accompagnarsi all’equiparazione tra vittime e carnefici, alla confusione delle responsabilità, non deve consentire di abbassare la guardia.
Il fascismo non è morto, è stato tramandato nelle coscienze, è risposta machista ed egoistica alle frustrazioni delle nuove generazioni, ha assunto altre sembianze e talvolta riappare in chiave simbolica sottoforma di macabri rituali.
Perchè il sacrificio di Martiri come Eugenio Curiel, Medaglia d’oro al Valor Militare, non sia reso vano è ancora indispensabile vigilare, studiare, testimoniare.
Ciao, Comandante Bulow
Te ne sei andato in tempo per non vedere le camice nere insozzare di nuovo le strade di Roma.
Sembra proprio che siamo vicini all’ora X
Sembra proprio che siamo vicini all’ora X. Dopo un primo avvertimento ed un secondo richiamo, questa volta i tempi pare siano maturi:
“Si va al voto oppure facciamo la rivoluzione, facciamo la lotta di
liberazione. Ci mancano un po’ di armi ma le troviamo”. [Umberto Bossi, 15.02 del 23 Gennaio 2008]
Nel 60esimo anno dall’entrata in vigore della Costituzione, i nipoti di coloro che versarono il sangue per l’Italia Repubblicana ed Antifascista (e tra loro anche tanti Lombardi, ma questa storia Bossi non la conosce), sono pronti a ripetere le gesta dei loro nonni per difendere la dignità e l’unità del paese dal becero egoismo di ignoranti, ottusi ed arricchiti, con le bandiere verdi.
Avanti guardia padana, vi aspettiamo.
Tiocfaidh Ar La
Chissà cosa avrà pensato il comandante Giovanni Pesce quando nel Marzo del 2007 dei ragazzotti scozzesi, in visita a Milano per una partita di calcio, gli chiesero di presenziare al monumento dei 15 martiri di Piazzale Loreto per un’improvvisata commemorazione.
Quel giorno pioveva e il traffico del giorno feriale rendeva ancor più surreale la situazione.
Mi piace pensare che abbia potuto riprovare almeno un po’ quella tensione ideale che, nel lontano 1936, portò i giovani antifascisti di tutta Europa a combattere per la Spagna repubblicana.
