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	<title>Sabbia.org &#187; mali</title>
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	<description>Breviario di resistenza umana</description>
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		<title>On est pauvre financièrement mais très riche dans notre tête. Vive le Mali !</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 09:02:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nico</dc:creator>
				<category><![CDATA[In viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[bamako]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[mali]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div align="right">Bamako, 19-09-2007, 17.45</div>
<p>Cari tutti,<br />é molto tempo che non scrivo, e non so da dove cominciare. In questi giorni ho fatto tante cose e ne ho imparate tante altre che non so nemmeno come fare a metterle tutte nero su bianco. Forse il criterio migliore per riordinare le idee è quello cronologico, anche se certamente è il più noioso<br />Per prima cosa vi racconto della gita che ho fatto. Sono andata in un piccolo paesino vicino a Bamako, e per la prima volta ho visto la vita rurale. Il paesino si chima Sibi, a circa 60 km dalla capitale. Sono 60 km metà asfaltati e metà no. Sembrano pochissimi, ma arrivarci è un vero viaggio. Abbiamo preso un furgoncino e ci siamo così diretti verso la frontiera con la Guinea. Il furgoncino è come un sotrama, solo un po&#8217; più grande. Arrivati a Sibi siamo stati in uno di questi campement, abbiamo dormito in stanzette con il tetto di paglia. </p>
<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_200907.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_200907.html','popup','width=240,height=180,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_200907-thumb-200x150.jpeg" alt="bamako_200907.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="150" width="200" /></a></span></p>
<p>L&#8217;accampamento è un&#8217;opera della famosa cooperazione internazionale, c&#8217;era una pompa d&#8217;acqua a mano, proprio come quelle che abbiamo studiato, e ci si faceva la doccia riempiendo un secchio. Per me nulla di nuovo! Abbiamo ordinato la cena per la sera, e i gestori hanno ucciso un pollo e ce lo hanno cucinato. Così la notizia della presenza di turisti si è diffusa in tutto il villaggio nel giro di poco: tutti inseguivano i polli per ucciderne uno per noi! Oltre a pagare la notte si paga anche una tassa che va alla comunità intera del villaggio e la gestione del campement è comunitaria. La luce elettrica è ricavata da un pannello solare che la sera permette l&#8217;accensione di un piccolo neon. Questa è tutta l&#8217;illuminazione che c&#8217;è. Non vi dico le stelle enormi che si vedevano, con la via lattea in prima fila, sembrava che ti cadessero addosso da quanto erano grandi. Alla sera i guardiani, o gestori del posto, hanno suonato il balafon ed è stata un&#8217;esperienza bellissima, hanno improvvisato versi blues (dicono che questa musica sia l&#8217;antenata del blues americano, ed è proprio vero) con parole che cantavano massime morali di comportamento, ma anche della nostra presenza e abbiamo riconosciuto i nostri nomi in alcune frasi. Uno di loro traduceva per noi quello che l&#8217;altro cantava. È stata una cosa emozionante. Mi hanno dato anche un nome maliano, cosa che si usa fare con i toubab. Adesso mi chiamo Aminatà Kamarà, e sono una malinkè, cioè il popolo del regno mandingo. Ora posso dire che mi chiamo Aminatà, ed è decisamente meglio, perché Agata non lo capisce nessuno.<br />Qui l&#8217;importante però è il nome di famiglia, dal quale si può, in linea di massima, dedurre l&#8217;etnia e dall&#8217;etnia le amicizie o le inimicizie con la propria famiglia. Si chiama cousinage: le famiglie tra loro si dicono cugine quando sono molto vicine, ed sono così tanto amiche che possono permettersi di scherzare tra loro, prendersi in giro e parlare male gli uni degli altri, sempre scherzando. I membri di un clan, per esempio, non potranno mai andare a rivendicare un credito ad un clan cugino. Quindi ogni volta che io dico il mio nome di famiglia maliano ci sono reazioni più o meno accese da parte di chi ascolta, e chi dice che il mio nome non va bene è un cugino, appartiene ad un clan vicino al mio e che quindi si può permettere di dire per scherzo che il mio nome non va bene e che i Kamarà sono tutti ladri oppure altre cose brutte, che invece sottointendono grande amicizia e sostanziali complimenti. È complicato da spiegare, e anche se lo avevo letto non riuscivo a capire bene. Me lo sono fatto rispiegare da un mio collega maliano che aveva reagito male al mio nome. Sostanzialmente lo approvava fortemente. Sono pazzi questi maliani!!</p>
<p><span id="more-921"></span><br />
<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_200907_2.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_200907_2.html','popup','width=180,height=240,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_200907_2-thumb-200x266.jpeg" alt="bamako_200907_2.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="266" width="200" /></a></span></p>
<p>Ma torniamo alla gita. Di giorno siamo andati, con una vecchia guida<br />
locale, a fare una camminata tra i boschi e ci siamo inerpicati fino<br />
alle falesie. Le falesie dei monti mandinghi si alzano d&#8217;improvviso<br />
sopra ad una pianura verdissima in questa stagione, sulla quale cresce<br />
una foresta di alberi di mango e di karitè. La falesia ad un certo<br />
punto forma un arco naturale di roccia, enorme, sarà grande come l&#8217;arco<br />
di trinfo a Parigi, dicono i francesi. Ci siamo arrampicati fino a<br />
sopra all&#8217;arco ed abbiamo ammirato l&#8217;infinito. L&#8217;impressione è davvero<br />
quella di vedere non l&#8217;orizzonte, ma l&#8217;infinito. Uno spettacolo<br />
mozzafiato. Se vi avevo detto di avere visto la magnificenza della<br />
natura qui intorno, quello che ho visto adesso è moto più della<br />
magnificenza della natura, è la grandiosità della violenza della Vita,<br />
il crescere rigoglioso del Mondo.</p>
<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_200907_3.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_200907_3.html','popup','width=500,height=375,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_200907_3-thumb-200x150.jpeg" alt="bamako_200907_3.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="150" width="200" /></a></span></p>
<p>Non so nemmeno trovare le parole per descrivere il paesaggio che ho<br />
visto. I manghi succulenti appesi a questi alberi enormi, il piccolo<br />
villaggio di case ordinate e dipinte dalle quali fanno capolino molti<br />
bambini, le donne intente nei lavori, i polli e le capre. Gli abitanti<br />
del villaggio sono tutti gentilissimi, sembrava quasi surreale ed é<br />
stato molto emozionante conoscre il capo villaggio. I bambini ti<br />
salutano tutti, alcuni ridono tantissimo, altri hanno decisamente paura<br />
tanto da scoppiare a piangere alla vista di questo strano uomo bianco.<br />
Alcuni bambini impavidi si spingono persino a toccarti la mano e poi<br />
guardano la loro manina nera sul palmo della tua mano bianca e<br />
rimangono strabiliati.</p>
<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_200907_4.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_200907_4.html','popup','width=240,height=180,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_200907_4-thumb-200x150.jpeg" alt="bamako_200907_4.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="150" width="200" /></a></span></p>
<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_200907_5.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_200907_5.html','popup','width=240,height=180,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_200907_5-thumb-200x150.jpeg" alt="bamako_200907_5.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="150" width="200" /></a></span></p>
<p>Al mercato del villaggio abbiamo comprato delle stoffe che mi<br />
serviranno sabato, spero, per farmi cucire un vestito e per abbellire<br />
la casa.</p>
<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_200907_6.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_200907_6.html','popup','width=240,height=180,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_200907_6-thumb-200x150.jpeg" alt="bamako_200907_6.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="150" width="200" /></a></span></p>
<p>Abbiamo contrattato il prezzo con una signora, che alla fine ha detto<br />
le frasi di rito: &#8220;adesso siamo tutti sudati a forza di discutere, che<br />
i tessuti vi portino felicità e buone cose&#8221;.<br />
Ecco, le buone cose.<br />
Prendo spunto da questo per raccontare cosa mi sta piacendo della gente<br />
qui. Per salutarsi ci si chiede: come stai? E poi i saluti vanno avanti<br />
per un po&#8217;. Ma ho scoperto che non è solo un rituale, è proprio vero<br />
interesse per come sta il nostro prossimo, e più passa il tempo più<br />
questa cosa mi sembra meravigliosamente bella, mi sembra<br />
meravigliosamente attenta all&#8217;altro. Ci si chiede, nell&#8217;ordine:</p>
<blockquote><ul>
<li>Come stai?</li>
<li>Come è andata la notte (se è mattina)?</li>
<li>Come è andata la giornata (se è sera)?</li>
<li>E la salute come va?</li>
<li>E la famiglia come sta?</li>
<li>E gli affari come vanno?</li>
<li>E le buone cose?</li>
</ul>
</blockquote>
<p>
Questa domanda mi piace un sacco, pensateci: le buone cose? Sono state<br />
numerose, ci sono state, proseguono bene? E io ogni sera mi chiedo se<br />
nella mia giornata ci siano state buone cose e se quelle del giorno<br />
prima stiano continuando. Mi sembra una cosa bellissima da chiedere, le<br />
buone cose. Sto imparando questi saluti in bambara, piano piano li<br />
imparo, non è facile perché anche le risposte sono diverse da uomo e<br />
donna, e poi ci devono essere anche altri saluti che io non so e ogni<br />
volta se ti sentono parlare in bambara allora, felici, i maliani ti<br />
sciorinano altri saluti e tu rimani interdetta di fronte a frasi che<br />
non consoci. Non è facilissimo. Comunque le bune cose si dicono<br />
co-kaain. Non so se si scrive così ma si pronuncia più o meno così.<br />
La visita nel villaggio di Sibi mi ha lasciata davvero a bocca aperta,<br />
per la bellezza del posto e per la gentilezza della gente, per la<br />
sorpresa dei bambini nel vederti, per le bellissime case rurali<br />
dipinte, per il nero pesto della notte, per i racconti e le musiche.<br />
Sospendo la descrizione del weekend, perché potrei raccontarvi di come<br />
la banca mondiale abbia finanziato il progetto della strada asfaltata<br />
che non è ancora terminata nonostante fosse prevista la chiusura dei<br />
lavori nel 2004, potrei raccontarvi di come la società che ha fatto la<br />
strada abbia preferito impiegare manodopera immigrata sfruttatissima<br />
invece di quella locale e di come questo abbia procurato numerose<br />
gravidanze indesiderate nel villaggio, di come i lavori abbiano deviato<br />
il corso del fiume creando pozze d&#8217;acqua che hanno alzato l&#8217;incidenza<br />
della malaria e impennato la mortalità infantile. Ma non ho voglia di<br />
raccontare tutto questo.<br />
Ho voglia invece di raccontarvi il seguito della mia settimana.<br />
Il mio lavoro va avanti ed è stata un&#8217;intensa settimana di net working.<br />
Sto cercando di non frequentare più solo i ragazzini in visita post<br />
coloniale, anche se ogni tanto sfrutto la loro piscina. Questi ragazzi<br />
alle volte stupiscono per il loro razzismo. Si comportano come i loro<br />
nonni colonizzatori, come i padroni del mondo. Vivono con un livello di<br />
vita che in Francia non potrebbero permettersi mai, e sono qui proprio<br />
per questo. La Francia li paga profumatamente per lavorare in aziende<br />
private e mette loro a disposizione vari servetti e altre accomodations<br />
tipo macchina e casa. Ho cercato quindi vedere anche altra gente, ed ho<br />
incontrato spagnoli e canadesi della croce rossa, uno spagnolo di MSF e<br />
una ragazza di ACF. Molto interessante, i cooperanti veri e propri.<br />
Anche loro non si mescolano per nulla con la popolazione ed erano<br />
stupitissimi di come io abitassi in un appartamento e prendessi il<br />
sotrama per andare al lavoro. Da tanti anni girano il mondo e sono un<br />
po&#8217; sradicati. Raccontano delle situazioni di crisi umanitaria e di<br />
come invece si stia bene qui in Mali.<br />
Oggi ho anche visitato l&#8217;ambasciata degli Stati Uniti. Ragazzi, il<br />
lusso è inimmaginabile. È una costruzione tutta in marmo o granito<br />
rosa, dentro l&#8217;aria che si respira è americana, i controlli di<br />
sicurezza sono una cosa estenuante. L&#8217;ambasciata è circondata da un<br />
soffice strato di erbetta verde, sembra importata dall&#8217;Inghilterra. Il<br />
lusso all&#8217;interno è una cosa incredibile. Gli americani che ci lavorano<br />
dentro, barricati, credono comunque di fare un gran bene al mondo,e<br />
quelli che ho incontrato io pensano di salvare i rifugiati del Mali.<br />
Danno loro un piccolo manuale su come si vive negli USA e li<br />
costringono a compilare complicatissimi moduli in inglese, non<br />
tradotti, che devono essere compresi e compilati in inglese, per legge.<br />
Sempre con l&#8217;aria di chi vuol fare del bene ai rifugiati. Mi viene in<br />
mente il film Nuovo Mondo. Mi immagino questi maliani chiamati dalle<br />
famiglie (si tratta di ricongiungimenti familiari ) residenti in<br />
america che entrano in questo palazzo del bengodi e che si immaginano<br />
che in USA ci siano dei frutti enormi, degli alberi che fabbricano<br />
monete e che la gente si faccia il bagno nel latte. Anche io mi<br />
aspetterei un&#8217;america coperta d&#8217;oro se non la avessi vista con i miei<br />
occhi, e non avessi visto l&#8217;onnipresente povertà dei clochard nelle<br />
strade di San Francisco.<br />
Per il resto, per quanto riguarda il settore più personale, posso dire<br />
che la mia casa ha subito finalmente la tanto sperata svolta. Ho le<br />
zanzariere alle finestre, cosa che non impedisce solo alle zanzare di<br />
entrare, ma anche ai famosi pipistrelli giganti di farmi visita. Ho il<br />
letto di bambù ed il materasso di gommapiuma. Il letto è dotato di<br />
zanzariera ed adesso dormo come una principessa con il baldacchino<br />
(grazie a Kiki della zanzariera che ho potuto appendere sul letto). Mi<br />
sono spostata nella camera più fresca e riparata della casetta. Ho<br />
ordinato anche il tavolo e le sedie. Ho costruito un divano con i<br />
materassi in paglia e lo ho coperto con le stoffe di Sibi. La vita<br />
prosegue, con tranquillità, come sempre.<br />
Un saluto a tutti, come al solito ai cooperanti allo sbaraglio nel<br />
mondo e in Italia, ai non cooperanti che ci seguono e ai parenti che ci<br />
leggono con affetto.<br />
KO-KAAIN a tutti!</p>
<p><i>Agata</i></p>
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		<title>Diario di una cooperante (4)</title>
		<link>http://www.sabbia.org/blog/2007/09/06/diario-di-una-cooperante-4/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Sep 2007 17:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nico</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div align="right">Bamako, 06-09-2007, 13.38
<div align="left">Ciao ragazzi,<br />oggi ho proprio voglia di scrivere, e così eccomi qui. È buffo che io non mi trovi piu&#8217; a mio agio con la tastiera del mio computer italiano, abituata come sono a mettere gli accenti con l&#8217;apostrofo e a schiacciare la a dove noi abbiamo la q &#8230; faccio degli sforzi per riabituarmi alla tastiera italiana, forse è davvero troppo tempo che non scrivo.</p>
<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_1.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_1.html','popup','width=500,height=374,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_1-thumb-200x149.jpeg" alt="bamako_0609_1.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="149" width="200" /></a></span></p>
<p>Ebbene sì, in questi giorni ho lavorato molto. Non che abbia già l&#8217;impressione che il mio lavoro sia utile, ma comincio ad imparare un po&#8217; di cose, comincio a capire un po&#8217; come muovermi in ufficio ed ho sempre più mansioni affidate. Il 10 settembre andrò alla mia prima conferenza internazionale, una conferenza organizzata dall&#8217;UNESCO sull&#8217;alfabetizzazione. Usero&#8217; il tailleur che mi sono portata per queste eventualità!<br />Il mio lavoro consiste nel correggere alcuni progetti, nel cercare di scriverne di nuovi e nel seguire la messa in pratica del progetto di cui sono assistente. Imparo molte cose effettivamente, soprattutto sul ONUridottoMali.</div>
</p></div>
<p><span id="more-915"></span><br />
<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_2.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_2.html','popup','width=240,height=180,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_2-thumb-200x150.jpeg" alt="bamako_0609_2.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="150" width="200" /></a></span>
<div>
<p>In effetti ho l&#8217;impressione che quello che abbiamo studiato sia una buona base per scrivere dei progetti, nel senso che ci hanno dato gli strumenti per sapere come si fa. Quello che a me manca sono i contatti sul campo, per esempio per trovare dei parters nei progetti io non sono affatto autonoma, il capo progetto deve telefonare a chi conosce e muovere i suoi contatti. Per trovare i luoghi dove svolgere i progetti , per fare un altro esempio, la conoscenza teorica del mali non basta. Il capo progetto mi sa dire in quali luoghi c&#8217;è una più forte emigrazione, e in quali altri ci sono molti progetti in atto e quali invece sono più dimenticati. Questo è interessante. L&#8217;ufficio dell&#8217;OIM infatti a Bamako non c&#8217;è da molto tempo, ed è in una fase di espansione e di fermento, nascono progetti, idee e richieste di finanziamento. Visto che l&#8217;OIM non fa parte delle nazioni unite deve, per i finanziamenti, comportarsi quasi come una ONG e cercarli dai governi o dai finanziatori, che alle volte sono proprio le UN. Però è anche un&#8217;organizzazione internazionale affiliata alle UN, e come tale rientra nel mondo ONU. Riceviamo le mail di sicurezza delle UN e siamo presenti nelle conferenze internazionali, veniamo chiamati dai ministri del governo del Mali quando devono fare delle comunicazioni alla comunità internazionale presente nel paese.<br />Il Mali è una ex colonia francese, ma molto spesso in prefisso ex pare non ci sia. I francesi qui si comportano come a casa loro. Controllano tutto quello che succede nel paese, e sono presenti in ogni attività internazionale o come cooperazione francese oppure come organizzazione internazionale della francofonia, che poi sono sempre loro. Sono i francesi che controllano le attività delle UN. I loro grandi concorrenti qui sono gli americani, con USAID. L&#8217;ambasciata americana è ENORME, gigantesca, ed in espansione. Si trova vicino al mio ufficio, ed è davvero impressionante. Ci sono moltissimi programmi portati avanti dagli USA, che sono presentissimi sul territorio. La mia impressione è che qui si veda direttamente la concorrenza tra Francia e America, e si capisca anche di più il motivo della rivalità. Gli Stati Uniti tendono a volersi espandere in questa parte di Africa, che invece la Francia vuole continuare a controllare. Quindi i due ambasciatori vanno in giro a braccetto, ma poi nella pratica si fanno la guerra. Visto che l&#8217;IOM è controllata strettamente dagli USA, la Francia tende a metterci i bastono tra le ruote. L&#8217;esagono preferisce fare i progetti lei stessa, direttamente, o almeno affidarli alle nazioni unite che sono un po&#8217; meno controllate dagli USA, o almeno quasi a pari merito con loro data la presenza nel CDS dei due paesi. Personalmente non ho simpatia né per i vecchi colonizzatori né per quelli che vorrebbero essere i nuovi. Ad ogni modo questo comportarsi da padroni non è per nulla condivisibile, ne&#8217; simpatico.<br />Qui c&#8217;è un gran can can di tutti gli attori della cooperazione che abbiamo studiato teoricamente, dalle ong alle UN, per passare dai governi e dalla banca mondiale. C&#8217;è anche una forte presenza di Microsoft come grande donor. Tutti si danno da fare per avere un angolino, uno spazietto in quello che qui appare proprio come il gran business della cooperazione. I maliani devono solo rispettare le regole imposte dalla comunità internazionale, quindi rispettare i tempi delle calls o dei bandi per esempio ed essere celeri nel chiedere. Queste regole tra l&#8217;altro cozzano contro la cultura locale, che non conosce tempi, né scadenze. Inoltre i maliani usano il solo potere che gli è rimasto: quello di scegliere i progetti con i quali collaborare e ammiccare verso uno o l&#8217;altro degli attori internazionali in pista. Il risultato è che sembra che tutto quello che si fa qui sia totalmente auto referenziale, e mi chiedo che motivo dovrebbero avere i governanti del mali presenti e futuri di uscire dal sottosviluppo. In effetti le classi dirigenti, di questa presenza internazionale, hanno solo da guadagnarci, e il loro senso di responsabilità verso i cittadini secondo me viene a mancare. Certo non tutto quello che si fa è inutile, sono sicura che i progetti per i bambini di strada danno sollievo a molti bambini vittime della povertà, e che i progetti dell&#8217;IOM contro il traffico di minori, o per la reinserzione dei ritornati in Mali o il rimpatrio degli irregolari che ne fanno richiesta portino certamente del sollievo ai beneficiari. Mi sembra però, e con questo scopro davvero l&#8217;acqua calda, che tutta questa presenza internazionale massiccia, non faccia che togliere autonomia e senso di responsabilità al Mali stesso. Forse crea una ragione in più per vivere di aiuti e per non essere autonomi. Alla fine tutto questo can can è una maniera, nemmeno troppo celata, per fare di un paese autonomo una sostanziale colonia, sotto l&#8217;egida delle UN.<br />Con questo non voglio dire che mi fa schifo quello che faccio. In realtà, forse cinicamente dopo quello che ho detto, mi piace quello che faccio. Mi piace meno quello che vedo. Credo che in un certo modo le cose si possano cambiare, non so ancora come, e spero di capirlo presto. Ad ogni modo preferisco un lavoro del genere piuttosto che un lavoro in un&#8217;azienda petrolifera, che fa esplicitamente del male. Mi piace l&#8217;idea che sto imparando come funziona questo mondo, lo sto vedendo con i miei occhi, perché questo mi può dare modo di cambiarlo, dal di dentro, da chi crede fermamente che le nazioni unite nel mondo dovrebbero avere più potere e un ruolo diverso, che possano diventare in fondo un&#8217;istituzione neutrale e libera, e che si possa ancora lavorare in questa direzione. Tutto quello che vedo in realtà non mi stupisce, dopo l&#8217;anno che ho passato all&#8217;ISPI che mi ha tolto l&#8217;illusione della cooperazione buona, e mi ha insegnato che la cooperazione internazionale è &#8220;un modo di fare politica estera con altri mezzi&#8221;, come la guerra, citando il nostro caro Shunk.<br />&nbsp;<br />Nella pratica. Oggi i ragazzi francesi miei dirimpettai volevano un po&#8217; viziarsi, e volevano mangiare bene. Mi hanno trascinata in un ristorante chic di Bamako, che è proprio a due passi da casa mia. All&#8217;ingresso troneggiava una macchina di rappresentanza statunitense, con tanto di bandierine a stelle e strisce davanti e di vetri oscurati. All&#8217;interno il locale era di un&#8217;eleganza europea, pochi tocchi africani. Gli avventori erano tutti bianchi, TUTTI. Una grande tavolata ospitava il console francese e quello statunitense, con le loro corti. Il cibo era tutto rigidamente francese, si trovava anche la raclette e la tartare. Per 20 euro, che qui è una cifra enorme, abbiamo mangiato antipasto, piatto principale e dolce, bevuto del Côte Du Rhone, mangiato il gelato affogato nel cioccolato (non io). C&#8217;era tutta la borghesia europea residente qui, vecchie signore ingioiellate con un tocco di esotismo addosso, che qui fanno le padrone con i loro mariti in vestito blu o in tenuta quasi coloniale. È interessante vedere l&#8217;esistenza di posti del genere, per poi non tornaci mai più&#8230; Preferisco i maqui bui frequentati da maliani dove trovi calore umano, sporcizia, video musicali alla tv e semplici spiedini con banane fritte e birra fredda. Ma questo mi sembra ovvio, non c&#8217;è nemmeno bisogno che ve lo dica.</p>
<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_3.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_3.html','popup','width=500,height=375,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_3-thumb-200x150.jpeg" alt="bamako_0609_3.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="150" width="200" /></a></span></div>
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<p>- <em>Al tramonto lungo il Niger -</em></p>
<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_4.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_4.html','popup','width=240,height=179,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_4-thumb-200x149.jpeg" alt="bamako_0609_4.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="149" width="200" /></a></p>
<p></span></div>
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<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_5.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_5.html','popup','width=240,height=179,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_5-thumb-200x149.jpeg" alt="bamako_0609_5.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="149" width="200" /></a></span></div>
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<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_6.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_6.html','popup','width=240,height=179,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_6-thumb-200x149.jpeg" alt="bamako_0609_6.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="149" width="200" /></a></span></p>
<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_7.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_7.html','popup','width=240,height=179,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_7-thumb-200x149.jpeg" alt="bamako_0609_7.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="149" width="200" /></a></span></p>
<p>Come è facile immaginare, qui i tempi sono dilatati in tutto, e io mi trovo a mio agio nel dare gli appuntamenti &#8220;tra le 10 e le 11&#8243;. L&#8217;unico problema si pone quando queste inadempienze cozzano tremendamente contro i miei bisogni reali. Per esempio il livello tecnologico della mia casa stenta a decollare. Ho comandato delle zanzariere per le finestre, che dovevano arrivare ieri, ma che arriveranno venerdì, dopo la preghiera, Inshallah, se Dio vuole. Il mio letto anche doveva arrivare mercoledì, ma non se ne sa più nulla. Per la stessa cifra che ho speso in una sera al ristorante, cosa che non farò mai più, ho comandato un letto in bambù. Il fabbricante però è sparito nel nulla, io comincio a temere che dovrò aspettare 6 mesi per averlo, come le mie coinquiline che hanno avuto i mobili il giorno stesso che se ne sono andate. Quindi continuo a dormire nel materasso riempito di paglia per terra nella camera. La cosa non è gradevole, dormo molto male e il mio umore ne risente. Sono molto arrabbiata con il venditore di letti, alla fine io sono una toubab e per queste cose me la prendo un po&#8217;. Per quanto sia siciliana, elastica ed interculturale di formazione, non c&#8217;è nulla da fare: volevo dormire in un letto comodo e non essere assalita dalle zanzare. Ma chissà quando arriverà il momento delle comodità&#8230;<br />Però sono riuscita a comprare un frigorifero che funziona, di seconda mano, piccolo, ma mi basta per tenere le cose al fresco, quindi ho mangiato a casa per quasi tutta la scorsa settimana. Questo ha rinforzato tremendamente le mie difese immunitarie e la mia flora intestinale tanto che passata la malattia del viaggiatore adesso sto benissimo e posso mangiare tutto quello che voglio, evitando ovviamente l&#8217;acqua del rubinetto che so mi farebbe ripiombare del mal di pancia più nero. Fisicamente adesso mi sento davvero benissimo.</p>
<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_8.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_8.html','popup','width=240,height=179,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_8-thumb-200x149.jpeg" alt="bamako_0609_8.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="149" width="200" /></a></span></p>
<p>La grande rivoluzione tecnologica della casa è però la mia doccia calda. Infatti in casa non c&#8217;è uno scaldabagno. I primi giorni non mi sono resa conto della sua assenza perché faceva caldo e la doccia fredda era una cosa naturale. Adesso però, con la stagione delle piogge avanzata, la temperatura è scesa e per lavare i miei lunghi capelli l&#8217;acqua fredda è davvero un tormento. Così mi sono costruita una doccia calda. Riscaldo l&#8217;acqua con il gas e la metto in un secchio, la porto in bagno e la mescolo con acqua fredda e così riempio tutto il secchio di fantastica acqua tiepida. Con una grande mestolo ricavato da una zucca, che ho comprato da una signora al mercato, mi verso l&#8217;acqua addosso con grande piacere e soddisfazione. La doccia che mi sono costruita funziona benissimo, il mestolone è davvero adatto all&#8217;uso e per fare tutto questo ci metto pochissimi minuti. Fantastico!</p>
<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_92.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_92.html','popup','width=365,height=286,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_9-thumb-200x156.jpeg" alt="bamako_0609_9.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="156" width="200" /></a></span><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_91.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_91.html','popup','width=365,height=286,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><br /></a></span></p>
<p>Il prossimo fine settimana con i francesi andiamo a fare una breve gita fuori Bamako, pare che ci siano delle bellezze naturali, un arco di roccia e delle cascate, in un paesino qui intorno. Ho davvero voglia di vedere i dintorni e sono contenta che loro, che ci sono già stati, mi mostrino un po&#8217; come muovermi qui, anche se i loro consigli alle volte vanno presi con cautela dato che si tratta di ragazzini a cui ho dovuto dare le basi di igiene (tipo &#8220;non camminare con gli infradito anche se lo fanno i maliani perché ad ogni ferita al piede ti viene un&#8217;infezione&#8221; oppure &#8220;non bere l&#8217;acqua del rubinetto altrimenti devi prendere un&#8217;altra volta gli antibiotici&#8221;, o ancora &#8220;spruzzati l&#8217;anti zanzara perché anche se prendi il lariam il palu &#8211; la malaria &#8211; è sempre in agguato da queste parti&#8221; ed altre sciocchezze simili).</p>
<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_10.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_10.html','popup','width=500,height=374,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_0609_10-thumb-200x149.jpeg" alt="bamako_0609_10.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="149" width="200" /></a></span></p>
<p>- <em>Questo é l&#8217;unico grattacielo di Bamako, con un arcobaleno sullo sfondo</em> -</p>
<p>Ragazzi per questa volta è tutto, gioie e dolori della cooperazione internazionali visti dal field. La cosa incredibile è che qui ho incontrato una ragazza che ha fatto il master dell&#8217;ispi nel 2003, una francese of course, e anche un mio docente dell&#8217;università francese con cui avevo seguito i corsi di migrazioni e relazioni interetniche a Parigi e per cui io avevo fatto una malattia all&#8217;epoca. Domani spero di chiamarlo e poterlo incontrare al più presto.<br />Un saluto a tutti voi, mi mancate un sacco da qui, e un saluto anche a Valelona &#8211; ebbene sì, ti chiamiamo così &#8211; che ho saputo leggere il nostro blog. Saluto anche tutti i lettori non cooperanti che ci leggono e ci seguono con affetto in queste nostre avventure. Un abbraccio africano a tutti,<br />INICE&#8217;!</p>
<p><i>Agata</i></div>
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		<title>Diario di una cooperante (3)</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Aug 2007 17:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nico</dc:creator>
				<category><![CDATA[In viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[bamako]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[mali]]></category>

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		<description><![CDATA[
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			<content:encoded><![CDATA[<div align="right">Bamako, 30-08-2007, 12.10</div>
<p>Ciao a tutti,</p>
<p>ecco un aggiornamento da Bamako, sempre west Africa. Anche qui, come dice il nostro caro Obi che saluto tanto, non é facile fare fotografie. I maliani si arrabbiano, spesso chiedono soldi per farsi fotografare. Ad ogni modo non amano per nulla essere ripresi. Quindi la sola cosa che posso fare é rubare delle foto quando non sono vista.</p>
<p>Ed ecco quindi tutte per voi le foto dei SOTRAMA, non sono gran che ma sono le foto che ho potuto fare di nascosto dalla 4&#215;4 dell&#8217;OIM.</p>
<p><span id="more-914"></span><br />
I SOTRAMA sono i furgoncini verdi che si vedono.</p>
<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_3008_1.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_3008_1.html','popup','width=360,height=270,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_3008_1-thumb-200x150.jpeg" alt="bamako_3008_1.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="150" width="200" /></a></span></p>
<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_3008_2.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_3008_2.html','popup','width=360,height=270,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_3008_2-thumb-200x150.jpeg" alt="bamako_3008_2.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="150" width="200" /></a></span><br /> 
<div>
<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_3008_3.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_3008_3.html','popup','width=360,height=270,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_3008_3-thumb-200x150.jpeg" alt="bamako_3008_3.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="150" width="200" /></a></span></div>
<div>
<p>Le<br />
strade a Bamako, quando piove, si riempiono di fango rosso, di buche e<br />
di enormi pozzanghere. Le organizzazioni internazionali e le ong hanno<br />
le 4&#215;4, mentre i locali invece hanno macchine normali con le quali<br />
affrontano queste impervie strade cittadine, e alle volte sembra<br />
proprio un miracolo che ce la facciano.</p>
<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_3008_4.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_3008_4.html','popup','width=360,height=270,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_3008_4-thumb-200x150.jpeg" alt="bamako_3008_4.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="150" width="200" /></a></span></div>
<div>
<p>Le<br />
donne come vi ho detto sono molto belle e portano questi bambini<br />
piccoli appiccicati sulla schiena: è piu&#8217; comune vedere una donna<br />
camminare con il marmocchio sulla schiena che senza! Sono belle quando<br />
camminano e di fronte, sui fianchi, si vedono spuntare i due piedini<br />
del bambino&#8230; I bambini comunque si abituano a stare in quella<br />
posizione e sono loro stessi che si appendono alla schiena.</p>
<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_3008_5.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_3008_5.html','popup','width=360,height=270,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_3008_5-thumb-200x150.jpeg" alt="bamako_3008_5.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="150" width="200" /></a></span></div>
<div>
<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_3008_6.html" onclick="window.open('http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_3008_6.html','popup','width=360,height=270,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.sabbia.org/blog/wp-content/uploads/import/images/bamako_3008_6-thumb-200x150.jpeg" alt="bamako_3008_6.jpeg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="150" width="200" /></a></span></div>
<p>Ecco<br />
ragazzi, per oggi tutto qui. La mia vita continua, e gli ultimi<br />
aggiornamenti sono che ho un grigorifero a casa, comprato di seconda<br />
mano per poche lire, poi che da due giorni cucino a casa e faccio la<br />
spesa al mercato, dalle signore sotto casa che ormai mi conoscono. Vita<br />
quotidiana in via di normalizzazione&#8230;</p>
<p>Un saluto a tutti e &#8230;. CONQUIIIIII : TI ASPETTIAMO CON ANSIA QUI IN WEST AFRICA!!!!!! </p>
<p><i>Agata</i></p>
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