L’antisemitismo, della specie più becera (giuda – ebreo – traditore – fini – kippah), è tornato senza neanche troppo scalpore nel parlamento italiano.
Non so se essere più schifato dal pluripregiudicato Ciarrapico, o da chi lo ha portato in parlamento.
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Antisemitismo in parlamento
Ma si dai, facciamo ci due risate!
Questa piacerà ai suoi “amici” di Israele:
Questa invece ai suoi tanti “amici” e compagni di partito cattolici (dal sito dell’Espresso):
Quale conciliazione?
Ieri sono passato da Piazza della Conciliazione a Milano, recente teatro di un ignobile e vigliacco gesto, fin troppo elaborato nei dettagli per essere considerato un semplice atto di vandalismo.
Il nome della piazza, quasi uno scherzo del destino: la ri-conciliazione (e nessuno l’ha mai negata a chi ha pienamente rinnegato il fascismo!) non deve accompagnarsi all’equiparazione tra vittime e carnefici, alla confusione delle responsabilità, non deve consentire di abbassare la guardia.
Il fascismo non è morto, è stato tramandato nelle coscienze, è risposta machista ed egoistica alle frustrazioni delle nuove generazioni, ha assunto altre sembianze e talvolta riappare in chiave simbolica sottoforma di macabri rituali.
Perchè il sacrificio di Martiri come Eugenio Curiel, Medaglia d’oro al Valor Militare, non sia reso vano è ancora indispensabile vigilare, studiare, testimoniare.
Ieri dovevo andare al cinema
Presentavano un documentario di Claudio Lazzaro, sulla destra radicale Italiana (e non solo).
Purtroppo la proiezione è stata bloccata per il solerte intervento di Forza Nuova, che ha diffidato due sale cinematografiche di Roma e Milano dal proiettare un documento che conterrebbe, a detta loro, “immagini, affermazioni, frasi, scene, ricostruzioni, gravemente diffamatorie del movimento”.
Il documento non l’ho visto e non entro nel merito di questa censura vestita da vittimismo (conoscendo ahimè la facilità di tali soggetti a ricorrere al mezzo giudiziario).
Rimane l’amarezza nel constatare quanto ricche e fin troppo efficaci siano le armi (giudiziarie e ricattatorie, oltre a quelle più bieche della violenza politica) del neofascismo italiano.
