Tag: antifascismo

Antisemitismo in parlamento

Posted by on 1 ottobre 2010

L’antisemitismo, della specie più becera (giuda – ebreo – traditore – fini – kippah), è tornato senza neanche troppo scalpore nel parlamento italiano.
Non so se essere più schifato dal pluripregiudicato Ciarrapico, o da chi lo ha portato in parlamento.

Ma si dai, facciamo ci due risate!

Posted by on 1 ottobre 2010

Questa piacerà ai suoi “amici” di Israele:

Questa invece ai suoi tanti “amici” e compagni di partito cattolici (dal sito dell’Espresso):

8 Settembre 1943, isola di Leros

Posted by on 8 settembre 2010

In una data speciale, ricordo una persona speciale. Antonio Mori, zio Nino.

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Quale conciliazione?

Posted by on 25 febbraio 2009

Ieri sono passato da Piazza della Conciliazione a Milano, recente teatro di un ignobile e vigliacco gesto, fin troppo elaborato nei dettagli per essere considerato un semplice atto di vandalismo.
Il nome della piazza, quasi uno scherzo del destino: la ri-conciliazione (e nessuno l’ha mai negata a chi ha pienamente rinnegato il fascismo!) non deve accompagnarsi all’equiparazione tra vittime e carnefici, alla confusione delle responsabilità, non deve consentire di abbassare la guardia.

Il fascismo non è morto, è stato tramandato nelle coscienze, è risposta machista ed egoistica alle frustrazioni delle nuove generazioni, ha assunto altre sembianze e talvolta riappare in chiave simbolica sottoforma di macabri rituali.

Perchè il sacrificio di Martiri come Eugenio Curiel, Medaglia d’oro al Valor Militare, non sia reso vano è ancora indispensabile vigilare, studiare, testimoniare.

Ieri dovevo andare al cinema

Posted by on 3 aprile 2008

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Ieri dovevo andare al cinema.

Presentavano un documentario di Claudio Lazzaro, sulla destra radicale Italiana (e non solo).

Purtroppo la proiezione è stata bloccata per il solerte intervento di Forza Nuova, che ha diffidato due sale cinematografiche di Roma e Milano dal proiettare un documento che conterrebbe, a detta loro,  “immagini, affermazioni, frasi, scene, ricostruzioni, gravemente diffamatorie del movimento”.

Il documento non l’ho visto e non entro nel merito di questa censura vestita da vittimismo (conoscendo ahimè la facilità di tali soggetti a ricorrere al mezzo giudiziario).

Rimane l’amarezza nel constatare quanto ricche e fin troppo efficaci siano le armi (giudiziarie e ricattatorie, oltre a quelle più bieche della violenza politica) del neofascismo italiano.