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Aggiornamenti

Posted by on 8 ottobre 2009

Bunia – Congo, 06/10/2009

Ciao Ragazzi!

Vi scrivo per salutarvi e per darvi un aggiornamento della situazione.

Le novita’:

- Ho uno stagista. Razazzo giovane con molto entusiasmo, molta volgia di fare, anche abbastanza competente. Va formato, ma impara presto, anche se ancora mi rendo conto che non posso affidarlgi proprio in toto le cose, pero’ insomma gli scarico un quintale di merda lavorativa da fare al giorno e sono felice! E’ il mio primo stagista, come si fa carriera!! Insomma da quando e’ arrivato le cose vanno meglio dal punto di vista lavorativo.

- Ho attaccato a leggere moltissimo, non so bene come sia successo, ma mi faccio fuori i libri ad una velocita’ supersonica, tanto che ho dovuto attaccare la riserva di libri in italiano di MSF… e’ il mio piccolo momento personale, e ci sta benissimo la sera a letto. Mi sento come quando ero piccola che leggevo di nascosto sotto le coperte con una torcia perche’ la mamma non vedesse che stavo sveglia fino a tardi. Qui quando spengono il generatore io continuo a leggere fino a tardi con la lampada frontale, poi al mattino sono guai!

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Pellegrinaggio laico

Posted by on 2 giugno 2009

Un raro documento, uno spezzone del “Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza” di Piero Calamandrei, tenuto a Milano il 26 gennaio 1955.

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Ciao Marchino

Posted by on 26 marzo 2009

L’altro ieri, dopo una lunga malattia, è morto Marco Formigoni, storico giornalista di Radio Popolare dall’87 al ‘95.
Poi tante altre esperienze (che ghignate vederlo su Seimilano!), l’ultima a Peace Reporter.

Non l’ho conosciuto personalmente, ma ricordo una voce squillante, simpatica, entusiastica, ficcante, ironica. Ricordo il grosso buco lasciato in radio quando se ne andò.

Mi commuovo a leggere i ricordi dei redattori della radio o quelli dei lettori/collaboratori di Peace Reporter e con amara tristezza ripenso al tempo “passato insieme”, ascoltandolo.

Massimo Rebotti, indimenticato direttore, lo ricorda così:

Negli studi, allora, si poteva fumare. E tu fumavi. Una volta hai scambiato la mano di chi ti stava di fianco per un posacenere. E, giustamente dal tuo punto di vista, hai pigiato la cicca con una certa energia. L’urlo di dolore del conduttore del giornale radio, in onda, si era sentito benissimo. Abbiamo riso fino alle lacrime.
Ti voglio bene.

Ieri mattina la notizia data alla radio, con il ricordo di Danilo De Biasio, attuale direttore.

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Disobbedienza civile

Posted by on 5 febbraio 2009

Di fronte a questa norma aberrante l’opposizione politica può fare poco. Se in un parlamento di un paese sedicente civile, indipendentemente dai numeri della maggioranza e dalla legge elettorale che ha determinato la composizione della fauna parlamentare, un consistente numero di rappresentanti eletti consente che si realizzi – per legge – una discriminazione così grave rispetto ad un diritto riconosciuto universale, l’opposizione può fare ben poco. Soprattutto se l’opposizione non è abituata a fare opposizione, stretta tra patti di non belligeranza (PD) e urla demagogiche (IdV).

La forma più radicale ed incisiva di protesta, proprio a partire dai medici, deve essere la disobbedienza civile, il rifiuto netto e morale di infrangere norme e regole superiori agli umori di una legislatura rozza e ignorante:

Giuro [...] di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica;

Giuramento di Ippocrate

Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari;

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Costituzione della Repubblica Italiana

Is this land made for you and me?

Posted by on 19 gennaio 2009

Non avrei mai pensato di veder cantata da Pete Seeger, di fronte a 400.000 persone, alla presenza del futuro Presidente USA, La canzone di Woody Guthrie.
Va bene che entrambi sono stati recentemente “sdoganati” da Bruce Springsteen, ma un comunista che canta la canzone di un socialista di fronte ad un Presidente nero dal palco che vide declamato il famoso discorso del “sogno” di Martin Luther King, ha qualcosa di realmente rivoluzionario.

There was a big high wall there that tried to stop me;
Sign was painted, it said private property;
But on the back side it didn’t say nothing;
That side was made for you and me.
Is this land made for you and me?
In the squares of the city, In the shadow of a steeple;
By the relief office, I’d seen my people.
As they stood there hungry, I stood there asking,
Is this land made for you and me?