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Faradje la dolce e Dungu la bella

Posted by on 17 giugno 2010

Faradje – Repubblica Democratica del Congo, 10-06-2010

faradje_partitaE così sono a Faradje, lontano dal mondo e lontano dalla civiltà. Lontana da tutto.

Piove fuori, piove come nei paesi tropicali, con ripetute mandate fortissime che sembrano calmarsi e poi riprendono. Si calmano e poi riprendono. Si calmano e poi riprendono.

E il senso di isolamento aumenta: il generatore è spento, perché non si può rompere ed ha degli orari precisi di marcia e di riposto. Il senso di separazione con il mondo aumenta, e aumenta e aumenta. Tutto il resto è lontano, la giungla fuori è silenziosa, il gatto si avvicina a noi e si accoccola tra i nostri piedi. Noi guardiamo lo schermo luminoso del nostro computer, che senza internet sembra quasi senza vita. Io decido di scrivere: mi avvicina al mondo.

Sento il bisogno di stare qui di più, di capire meglio cosa sta succedendo e di apportare quello che io so al progetto. Ma non riesco a stare ferma, devo essere qui per un poco, e dopo lì per un altro poco, e poi ancora lì per ancora un altro poco… chissà come farò. Alle volte vorrei solo avere il mio progettino, pensarci bene e poi basta. Non cercare di coordinare attività in più e diversi punti, anche se per carità, è interessante…

E intanto piove, fuori. Piove sui miei pensieri, piove sul mio futuro sempre incerto, piove su di me, che ascolto Lucio Dalla e scrivo, a non si sa chi.

Piove, sulla nostra macchina infangata da qualche parte nella jungla, con sopra moltissimo cemento. Piove sulla seconda macchina che è andata a cercarli.

Piove sugli sfollati che sono venuti cercando un rifugio da queste parti.

Piove, su Faradje la dolce. Su questa gente sorridente, aperta al dialogo. Persone simpatiche, finalmente per me, che mi fanno riappacificare con tutto il continente. Piove sui miei pensieri intimi. Piove su tutto e non tralascia nulla.

E così sono a Dungu, questa bella cittadina nel mezzo del nulla che ha guardato con stupore l’arrivo del grande circo umanitario nemmeno un anno fa, ma che poi si è ripresa dallo stupore ed ha cercato di guadagnarci quel che poteva.Ora il circo si organizza con estenuanti riunioni senza senso praticamente tutti i giorni. Il “chi fa che cosa e dove” che ci inchioda tutti a tavoli di discussioni paradossali. Tipo: “ci sono stati degli massacri dell’LRA a fine febbraio, dobbiamo organizzare una missione per valutare quel che è successo”. Scusa, ma a giugno ti viene in mente? Eh meno male che rappresenti le UN… Oppure: “abbiamo ricevuto del materiale scolastico da distribuire” “e per quanti beneficiari?” “questo non lo so, dobbiamo ancora verificare” Scusa ma a qualcuno lo avrai chiesto questo materiale, e avrai pur dato una stima di beneficiari? Oppure per averne di più vuoi dare il cappuccio a qualcuno e la penna a qualcun altro? E discussioni perditempo come queste.

E le UN che vogliono dare spazio alle neonate ONG locali, che però non hanno la capacità di intervenire fuori da Dungu e si affollano in città, che oramai è stracolma di attori e decisamente in sicurezza. Dove i bisogni non ci sono. I bisogni sono altrove, ma appunto…bisogna arrivarci.

E intanto io mi arrabatto per avere una base che sia degna di questo nome, uno staff nazionale i cui candidati sono praticamente dispersi in tutto l’est Congo, una logistica che funzioni… e mi pare di affondare nei problemi. Come al solito.

E i gattini in casa giocano tra loro, le gatte partoriscono, i topi stanno alla larga e la vita continua.

E io mi chiedo: le mie scuole di emergenza, fatte con teloni di plastica super caldi, a cosa serviranno? Sarà davvero una priorità degli IDPs quella di avere una scuola, o forse vorrebbero prima di tutto che l’LRA la smettesse di attaccare i villaggi e potersene tornare a casa?  E mille interrogativi di questo tipo, su quale tipo di assistenza possiamo dare noi a questa gente, dove non c’è l’ombra di un governo, non c’è l’ombra di un controllo territoriale come si deve e dopo di noi nulla sarà fatto dalle autorità competenti…
Scoraggiamenti tipici congolesi. Ma magari mi sbaglio, forse, come si dice, imparare a leggere e scrivere è importante anche se nasci in un posto sfigato con il nord del Congo, tra l’Uganda e il Sudan…

Ora vi lascio, che il generatore soffre sotto le mie pressioni ed è decisamente troppo tardi per tenerlo acceso!

Un saluto, da Dungu la bella!

Agata

Ci sarà mai giustizia…

Posted by on 1 giugno 2010

…per questi abomini?
giornale

Caldo

Posted by on 28 dicembre 2009

R.I.P. Vic Chesnutt

Posted by on 28 dicembre 2009

vicchesnuttSe n’è andato la vigilia di Natale. Si sa, le feste, per chi lotta con la depressione, rappresentano uno dei momenti peggiori.
Con lui se ne va un raro gioiello musicale, un poeta sensibile, struggente, rauco, low-fi.

Qui un ricordo (e la possibilità di fare una donazione alla famiglia…) dell’amica Kristin Hersh, qui quello dei fondatori della Constellation Records.

Ecco dov’era finito!

Posted by on 27 ottobre 2009

mastella03Giusto perchè non scompaia rapidamente dalle prime pagine dei giornali, e ahimè dalla nostra memoria, spendo due minuti per parlare della persona che ci ha regalato un governo Berlusconi per la terza volta.
Accusato, insieme alla moglie Sandra Leonardo, di essere artefice di uno spaventoso sistema di raccomandazioni (si parla di 665 segnalazioni), il nostro si è difeso rapentinamente con una conferenza stampa che nelle intenzioni avrebbe dovuto alleggerire la sua posizione ma che in realtà ci ha ancora una volta informato della pochezza dell’uomo.
Uno dei più alti rappresentati della politica feudal-democristiana che pensavamo sepolta insieme alla prima repubblica, ma che – soprattutto al sud – sembra aver resistito indenne agli scossoni politici e giudiziari degli ultimi 20 anni.
Questa in sintesi la sua difesa, estremo tentativo populista di rendere legittimo o almeno accettabile un fenomeno solo perchè diffuso nel mondo reale:

  • “Non ho mai preso una lira. Sono una persona perbene” _ lire no, preferisci chiamarlo voto di scambio? [ndr]
  • “Ho fatto meno segnalazioni dell’Idv” _ pappappero [ndr]
  • “Ho segnalato solo povera gente” _ certo, i ricchi mica ti vengono a chiedere favori [ndr]
  • “Rivendico la mia storia, rivendico il fatto che sono nato qui nel Mezzogiorno dove il bisogno è più marcato, dove ogni parlamentare o la maggior parte di noi ha problemi rispetto all’impatto con gente che non ce la fa e che ha sofferenze” _ non è che al sud il “bisogno è più marcato” proprio perchè ci sono tipi come te? [ndr]
  • “Il mio motto, che riguarda me e che riguarda mia moglie, è stato sempre quello di chiedere a tutti, laddove si chiedeva, che ogni cosa dovesse avvenire secondo criteri e regole di comportamenti che fossero in linea con i dati di natura legale” _ insomma, delinquere ma con stile? [ndr]