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nico on 27 settembre 2006
Dio è cattivo.
Questo mi verrebbe naturalmente da pensare alla luce del fatto che molti suoi discepoli in politica e l’istituzione ecclesiastica stessa, in nome suo, si scagliano con vigore contro l’eutanasia.
Se rispettare la sua volontà equivale a lasciar soccombere e vegetare tra indicibili sofferenze malati terminali irrecuperabili, allora potrei affermare che Dio non è clemente, ma sadico. E se fossi cattolico, difficilmente cadrei in questo paradosso.
Il noto paradosso teologico
“Assumendo l’esistenza del male in senso cristiano, o Dio non è onnipresente (altrimenti il male sarebbe una sua parte), o Dio non è onnipotente (in quanto il male esiste), o Dio non è infinitamente buono (poiché il male sarebbe una creazione di Dio)”
solitamente viene confutato sostenendo che il male è il risultato delle azioni delle creature di Dio, non è “creato da Dio”, ma prodotto e vissuto da esseri dotati di libero arbitrio.
Si afferma cioè il principio del libero arbitrio come deroga all’onnipotenza divina.
Ma allora, se il divino non può mettere becco sulle libere azioni arbitrarie dell’uomo, che valga fino in fondo! Sia lasciata all’individuo consapevole la scelta ultima sulla propria esistenza. Poi possiamo discutere sul termine “consapevolezza”, questo va bene, ci mancherebbe, ma si rispetti la suprema libertà individuale di scegliere, in piena coscienza, se esistere senza vivere, o non esistere.
Il tema è complesso così come lo è il secolare dibattito sulla società liberale e sul ruolo che lo Stato può/deve assumere nei confronti della sfera individuale. Non è questo il luogo dove approfondire.
Resta il fatto che Rotondi, Alemanno, Marini, vescovi, cardinali e chierici vari che oggi tanto si battono per impedire o insabbiare un dibattito richiesto da più parti potranno scegliere in assolutà libertà, in linea col proprio credo religioso e con le leggi attuali, di non intervenire per lenire le sofferenze proprie o dei propri cari qualora si trovassero a confrontarsi con un male incurabile terminale.
Se pensano che la vita appartiene a Dio, sono liberi di crederlo e di comportarsi di conseguenza.
Ma con quale diritto possono imporre le proprie credenze intimamente personali anche agli altri, laici, agnostici, buddisti, satanisti che siano?
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nico on 8 aprile 2006
Avrei voluto scrivere qualcosa sull’11 Marzo a Milano.
In realtà, lo sto scrivendo, ma mi sono lasciato prendere da ansia enciclopedica. Il resoconto di una giornata di scontri e parate fasciste si sta trasformando in ua ricerca storica sui movimenti neofascisti degli ultimi 20 anni. Meglio darsi obiettivi meno ambiziosi…
La mia intenzione non è certo quella di giustificare il folle spettacolo di guerriglia urbana in Porta Venezia, stupida, inutile, avventata, elitaria, inopportuna in una campagna elettorale dove ogni pretesto è buono per fare propaganda. Un ottimo modo per perdere voti.
Ma alla rabbia per un’occasione perduta si è accompagnato il ribrezzo per le facili strumentalizzazioni, per la disinformazione violenta e qualunquista (”No global al governo: no grazie!”), per l’alzata di scudi contro la violenza, nè preceduta, nè seguita, dalla necessaria denuncia della scalata neofascista al parlamento.
Dov’erano gli antifascisti milanesi l’11 Marzo, quando saluti romani, croci celtiche, squadristi, picchiatori, negazionisti riprendevano possesso del palcoscenico Medaglia d’Oro della Resistenza?
Un po’ di, insufficiente, bibliografia circa coloro che potremmo ritrovarci in parlamento:
Fiamma Tricolore
Alternativa Sociale
Forza Nuova
Fronte Sociale Nazionale
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nico on 7 settembre 2004
Mi piace segnare le intonse pagine di questo blog con un semplice pensiero di Don Milani, illuminante in questo magma mediatico di retorica di guerra.
Rispettiamo la sofferenza e la morte, ma davanti ai giovani che ci guardano non facciamo pericolose confusioni fra il bene e il male, fra la verità e l’errore, fra la morte di un aggressore e quella della sua vittima. Se volete diciamo: preghiamo per quegli infelici che, avvelenati senza loro colpa da una propaganda di odio, si son sacrificati per il solo malinteso ideale di Patria calpestando senza avvedersene ogni altro nobile ideale umano .
[don Lorenzo Milani, Lettera ai cappellani Militari Toscani]
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nico on 23 febbraio 2004
Capita ogni tanto che lo sconforto e il pessimismo per lo stato delle cose siano illuminàti da piacevoli sorprese.
Dico “illuminàti” pensando più alla velocità, all’istantaneità della luce che squarcia il buio, che all’intensità della stessa.
Non che si riaccenda la speranza, questo sarebbe troppo, ma in ogni caso si percepisce una piacevole ventata di aria fresca in un ambiente che sà di stantio ed immobilità.
“Quando meno te lo aspetti” si dice nel linguaggio cinematografico.
Così se la coscienza civile di un critico post-cittandino post-vivente la post-modernità, violentata quotidianamente da fatti che ci si chiede come possano accadere impunemente, almento di fronte all’Etica se non ad un tribunale, può ancora venire scossa ogni tanto da un evento inaspettato.
E mentre uno fa il clown in televisione facendo spudoratamente del pallone un mezzo di campagna elettorale, quell’altro cerca di vietare i matrimoni tra gay nella città più democratica degli Usa, quest’altro ammette di fronte al mondo una guerra illegittima e pretestuosa….mentre si sente dire che nel giro di vent’anni il mondo non sarà più lo stesso (e non nel bene), che i partigiani sono degli assassini e i poveri ragazzi di salò degli ingenui, che non è vero che siamo tutti più poveri, che tanto c’è lui che “mette a disposizione il suo talento” contro i politici di professione che sono tutti ladri, qualcuno nella vecchia Europa ha pensato bene di fare un processo internazionale, con tutti i crismi, con procuratori e difensori e con l’autorevolezza che si merita la questione, per verificare la legittimità del muro in costruzione in Israele.
Così come, mesi fa, in piena guerrra all’Iraq, la giustizia belga pensò bene di processare il premier Sharon per crimini contro l’umanità.
O come quando la maggioranza dei cittadini europeei interpellati sulla questione della pace, dichiararono che Israele rappresenta il principale ostacolo per la pace nel mondo (cosa non solo vera dal punto di vista delle relazioni internazionali, ma lapalissiana dal punto di vista geo-politico).
Antisemiti, dissero loro! Lo spettro dell’antisemitismo si aggira di nuovo per l’Europa, si è cominciato a sentire. L’antisemtitismo ha nuovi volti, insospettabili dicono altri. Antisemita anche il tribunale dell’Aja, diranno oggi.
Fatto stà che il governo di Israele ha pensato bene, emulando il tanto caro alleato brianzolo, di non presentarsi in aula snobbando l’istituzione extra-nazionale ad oggi più autorevole e forte nell’arginare le tendenze unilateraliste e gli abusi di sovranità di taluni Stati nazionali.
Resta comunque quella punta dolce sul palato, per aver degustato, una volta ogni tanto, qualcosa di raro.
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nico on 22 novembre 2003
E’ di questi giorni la notizia di una nuova proposta di pace per la questione israelo-palestinese. Cade in un momento che vede un’ accelerazione di quei processi di tensione internazionale che la retorica giornalistica colloca nel grosso calderone mediatico della “guerra al terrorismo”.
Ora, intendiamoci, che farsi esplodere con una bomba in tasca tra i civili, radere al suolo due grattacieli simbolo o attaccare le sedi della croce rossa siano atti che possono essere definiti “terroristici”, non vi è dubbio (forse qualche dubbio in più sul senso espresso dalla parola e sul suo uso comune viene quando si parla di un attacco a dei militari armati di un esercito d’occupazione).
Sono azioni che che mirano a generare paura e panico nelle popolazioni e che in ultima istanza intendono minare il consenso verso le classi dirigenti occidentali o filo-occidentali. E quindi, che terrorismo sia!
E, a questo terrorismo si fa la guerra…
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