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nico on 25 febbraio 2009
Ieri sono passato da Piazza della Conciliazione a Milano, recente teatro di un ignobile e vigliacco gesto, fin troppo elaborato nei dettagli per essere considerato un semplice atto di vandalismo.
Il nome della piazza, quasi uno scherzo del destino: la ri-conciliazione (e nessuno l’ha mai negata a chi ha pienamente rinnegato il fascismo!) non deve accompagnarsi all’equiparazione tra vittime e carnefici, alla confusione delle responsabilità, non deve consentire di abbassare la guardia.
Il fascismo non è morto, è stato tramandato nelle coscienze, è risposta machista ed egoistica alle frustrazioni delle nuove generazioni, ha assunto altre sembianze e talvolta riappare in chiave simbolica sottoforma di macabri rituali.
Perchè il sacrificio di Martiri come Eugenio Curiel, Medaglia d’oro al Valor Militare, non sia reso vano è ancora indispensabile vigilare, studiare, testimoniare.
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nico on 5 febbraio 2009
Di fronte a questa norma aberrante l’opposizione politica può fare poco. Se in un parlamento di un paese sedicente civile, indipendentemente dai numeri della maggioranza e dalla legge elettorale che ha determinato la composizione della fauna parlamentare, un consistente numero di rappresentanti eletti consente che si realizzi – per legge – una discriminazione così grave rispetto ad un diritto riconosciuto universale, l’opposizione può fare ben poco. Soprattutto se l’opposizione non è abituata a fare opposizione, stretta tra patti di non belligeranza (PD) e urla demagogiche (IdV).
La forma più radicale ed incisiva di protesta, proprio a partire dai medici, deve essere la disobbedienza civile, il rifiuto netto e morale di infrangere norme e regole superiori agli umori di una legislatura rozza e ignorante:
Giuro [...] di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica;
Giuramento di Ippocrate
Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari;
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Costituzione della Repubblica Italiana