Ho paura di Beppe Grillo

Posted by on 8 ottobre 2007

Io ho sempre amato, smodatamente, Beppe Grillo.
Ho sempre seguito il comico, dal vivo, alla radio, in teatro. Anche in televisione, almeno fino a quando fece la magnifica battuta sui socialisti e la Cina e non ne fu definitivamente allontanato:

«La cena in Cina… c’erano tutti i socialisti, con la delegazione, mangiavano… A un certo punto Martelli ha fatto una delle figure più terribili… Ha chiamato Craxi e ha detto: “Ma senti un po’, qua ce n’è un miliardo e son tutti socialisti?”. E Craxi ha detto: “Sì, perché?”. “Ma allora se son tutti socialisti, a chi rubano?”.»

Ho anche apprezzato l’ecologista rivoluzionario che parlava di macchine ibride davanti a Mirafiori, che faceva l’aerosol con il tubo di scappamento di un’auto alimentata ad acqua, che, tra i primi in Italia, installò in casa propria pannelli fotovoltaici rivendendo l’energia prodotta.
Memorabili le battaglie cabarettistiche, tra le tante, contro il monopolio di Telecom o la lobby delle case farmaceutiche.

Ma ora qualcosa è cambiato. Ora ho paura di Beppe Grillo.
Ho paura che il vaffanculo, prima magistralmente indirizzato a scardinare ingranaggi monopolistici, ad evidenziare rendite ingiuste e vessatorie, a sottolineare la cecità (o la malafede) di amministratori pubblici e privati, si trasformi in un moto di distruzione generalizzata.
Ho paura che attraverso la sua potenza comunicativa legittimi su larga scala ed eriga a pensiero politico il “sono tutti uguali”.
Mai come oggi ho visto mobilitarsi persone egoiste, da sempre disinteressate alla politica, illuminate dalla possibilità di un insulto condiviso scolpito a 9 colonne sulle prime pagine di tutti i giornali. Persone senza una coscienza politica, nel senso di completamente ignare del ruolo nobile e comunitario dell’agire politico, che improvvisamente partecipano, si spostano, manifestano, volantinano, propagandano condividendo la rabbia indiscriminata per la casta privilegiata senza la capacità di discernere il marcio dal buono, i beceri affaristi da chi tutela il bene collettivo, gli interessi personali e particolaristci dallo spirito sinceramente altruistico.

Se poi al vaffanculo si uniscono frasi dal sapore fascista come “una volta i confini della Patria erano sacri, i politici li hanno sconsacrati” la frittata è fatta.

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