Diario di una cooperante (1)

Posted by on 22 agosto 2007

Bamako, 19-08-2007, 1.36

Cari tutti,

ho deciso di scrivere il post senza essere collegata. Lunedì, dall’ufficio, lo invierò. Adesso è l’1:36 ora locale, in Italia sono le 3:36, della notte tra sabato e domenica. Sono arrivata venerdì mattina a Bamako, e vi racconto come me la passo. Vado per capitoli.

VIAGGIO E ARRIVO

Il viaggio è andato bene, ho viaggiato con la Royal Air Maroc. cambiando a Casablanca. L’aereo era pieno di africani, dell’africa occidentale, che tornavano a casa dalle famiglie. Dovevo arrivare alle 2.30 di notte, ma sono arrivata verso le 5. Già sull’aereo si assaporava l’Africa, ed ho fatto un po’ di conversazione con i miei vicini di posto. L’aereo era pieno principalmente di bambini, la maggior parte urlanti.

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- vista di Bamako da casa mia -


CASA o meglio ALLOGGIO
Qui a Bamako sto in un appartamento di una palazzina di recente
costruzione. Nell’appartamento non c’è nulla, e quando dico nulla è
proprio così. Le affittuarie sono due ragazze francesi, che per il
momento sono in vacanza, una delle due non sa se ritornerà. Lavora
anche lei all’IOM, ma non si sa se le rinnovano il contratto e così
forse non tornerà. L’altra lavora all’ambasciata e dovrebbe arrivare a
metà settembre. Sono partite entrambe il giorno del mio arrivo e non le
ho mai conosciute, fatto sta che per il momento sono da sola.
L’appartamento ha due camere da letto, la sala e la cucina. In cucina
c’è una bombola di gas ed un fornello tipo campeggio. Nella camera
della francese che deve tornare c’è un materasso a terra ed un armadio.
Nella mia c’è solo il materasso (riempito credo di paglia…), in questi
giorni (2) ho trovato un armadio che ho già riempito. Nella sala ci
sono dei cuscini a terra ed un tavolino basso. Ci sono delle luci al
neon e moltissime prese elettriche, ma di queste ne funziona solo una,
e anche male. Le pareti sono storte, nel senso che le camere non sono
quadrate, ma sembrano disegnate da un bambino, con delle forme alquanto
irregolari. Per arrivare bisogna salire delle scale esterne, i gradini
sono uno diverso dall’altro. Gli appartamenti danno tutti su un balcone
lungo, tipo casa a ringhiera per intenderci. La mia stanza da letto ha
la finestra sul balcone in comune. La prima sera ero abbastanza
spaventata che qualcuno entrasse dentro la camera ed ho dormito con la
finestra chiusa. Ma è un’esperienza irripetibile, adesso dormo con la
finestra aperta.

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- questa è la mia camera -

Cerco di personalizzare la casa, ma non è una cosa facile, non conoscevo il cambio e nemmeno la città (non ci sono i nomi di tutte le vie,) e non ho osato avventurarmi da sola per la città a fare compere, per il momento. Ma oggi ho imparato il cambio e sono uscita un po’ da sola, senza allontanarmi troppo (ho paura di perdermi). Mi sono informata anche su come si fa a mercanteggiare, quali sono le cose su cui si può mercanteggiare (non gli alimenti, su tutto il resto si mercanteggia) e quanto si può abbassare il prezzo (meno della metà). Domani certamente comprerò delle stoffe e dei mobili per arredare questa casa storta. Inoltre alle finestre e alle porte ci sono dei vetri/specchi dai quali si riesce a vedere fuori, ma da fuori non si è visti all’interno. Il problema è che la sera, quando si accendono le luci, dall’esterno si vede perfettamente dentro. Anche per questo devo comprare delle stoffe da usare per avere un po’ di privacy, anche se la questione non pare contemplata dalla gente del posto, ne’ dai miei vicini. L’affitto costa 200 euro al mese, che mi pare un’enormità dato che non c’è nulla dentro (non ho nemmeno il frigorifero), ma pare che questo sia il prezzo. C’è un guardiano che di giorno è vestito con la divisa e fa un po’ di tutto, porta via la spazzatura, porta a lavare i vestiti, aiuta nei lavori di fatica a casa. Di notte lo stesso guardiano si spoglia nel cortile interno della palazzina, rimane nudo con dei pantaloncini rossi, si lava con una teiera di plastica (ci sono un sacco di teiere di plastica tutte colorate con cui loro amano lavarsi molte volte al giorno, come prescrive il corano), prende il suo materasso e si mette a dormire all’ingresso della palazzina. La sua pelle luccica nella notte quando si spoglia. I maliani sono un popolo molto tranquillo, mi hanno detto che il furto è una cosa che loro non approvano socialmente, e fino a poco tempo fa era punito con la lapidazione. Fatto sta che il furto non è una cosa molto frequente. Io ho ancora qualche fobia e chiudo la porta della mia camera a chiave, e anche l’armadio ecc.. prima di uscire (oltre ovviamente alla porta di casa!!). La casa puzza spesso di umidità, ma credo che sia una cosa comune anche alle cose molto più elevate di livello: oggi sono entrata nella casa di una “expat” (espatriata) dell’UNESCO – villetta con piscina e tutto il resto – ed aveva lo stesso odore. Quindi tutto normale. Quando entro in casa apro tutte le porte e le finestre per fare passare un po’ d’aria, anche se temo che entrino in casa animali strani. Nella mia casa non ci sono zanzariere alle finestre, domani devo pensare anche a questo.

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- la stagione delle piogge vista da casa mia -

VICINI DI CASA
I vicini di casa sono singolari e meritano un capitolo a parte. Alla mia destra ci sono dei libanesi, che hanno una casa arredata lussuosamente per gli standard della palazzina. L’uomo è libanese, lei di certo non lo è, e gira voce che “lavori di notte”, ma la notizia non è confermata. Si fanno i fatti loro e salutano quando li si incontra. Alla mia sinistra invece c’è una famiglia, o un gruppo di cinesi. Questi cinesi trafficano spesso con la gente del luogo, che passa davanti alla mia porta per andare da loro. I maliani che passano sono gentili e salutano. I cinesi invece salutano poco e non parlano francese, non capisco in quale lingua comunichino con i maliani. Inoltre questi cinesi, uomini, donne e ragazzi, si affacciano al balcone, quindi di fianco alla mia finestra, e sputano. Questa scena si ripete in continuazione. Possono sputare anche 3 o 4 volte consecutivamente. Inoltre hanno anche l’antipatica abitudine di guardare dentro la mia casa. Oggi avevo la finestra di camera aperta, con una tenda che ho fatto io con il mio pareo perché non si vedesse dentro. La cinese ha preso la tenda, la ha sollevata ed ha guardato dentro, si è proprio affacciata alla mia camera per guardare dentro. Io ero lì seminuda perché stavo per andare sotto la doccia. Sono andata fuori e le ho detto di non rifarlo, insomma ho cercato di essere un po’ arrabbiata ma non so se lei ha capito il mio tono da arrabbiata, di certo non ha capito cosa dicevo visto che non parla una parola di francese. Staremo a vedere. Di fronte a me (la palazzina è costruita con un cortile interno) abitano alcuni maliani che non conosco e un ragazzo francese che è amico delle ragazze che abitavamo prima qui, di conseguenza adesso è anche amico mio. E’ lui, con il mio capo, che mi fa conoscere la città. Il ragazzo francese lavora all’ambasciata, fa il tecnico dei computer. Ha lavorato con delle ONG di emergenza prima e adesso fa il volontariato internazionale. Non vi dico quanto paga la Francia i suoi volontari internazionali perché altrimenti vi viene un colpo (comunque più del doppio del nostro servizio civile internazionale!). Ha 25 anni e balbetta, è decisamente un tipo un po’ strano, forse un po’ razzista…

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- nel cortile interno della casa ci sono due ragazzi che per tutto il giorno costruiscono mattoni, e li mettono a seccare al sole. Da quando sono qui hanno riempito tutto il cortile di nuovi mattoni -

SALUTE
La mia salute va benissimo. Visto che qui in Mali c’è una malaria chiamata falciparum, io prendo il Malarone. Non mi ha dato nessun effetto collaterale, lo consiglio a tutti. Il fatto è che costa un sacco, ma protegge anche di più del Lariam. Per quanto riguarda altre forme di difesa dalle zanzare ho capito che nella lotta tra me e loro, di certo vincono loro. Come dicevo alle finestre della mia casa non ci sono zanzariere, e non ho potuto mettere nemmeno la zanzariera da letto per il momento perché mi avevano smarrito il bagaglio con la zanzariera, che ho recuperato solo oggi. Domani compro i chiodini e la appendo, sperando di non morire di caldo la notte. Mi spruzzo l’anti-zanzara super concentrato che ho comprato, ma con la sudorazione se ne va via in poco tempo. Mi pungono, quelle stronze, ma comunque meno che ai miei colleghi, ad ogni modo secondo la dottoressa le punture dovrebbero aiutarmi ad immunizzarmi. Nella stagione secca non ci sono zanzare, e vorrei non prendere nemmeno il Malarone. Insomma si sta bene e Montezouma non si è ancora fatto vivo!!

ANIMALI e FOBIE
Non c’è nulla che faccia davvero schifo qui, la vita scorre tranquilla di giorno e alla sera tutti si scatenano nei locali notturni. Gli animali che si vendono sono molti: mucche, belle grasse, capre in continuazione (spesso le trasportano anche sui motorini che sono il principale mezzo di locomozione, non è infrequente incontrare due persone ed una pecora su una moto o un motorino), ci sono anche dei maiali perché ci sono parecchi cristiani e animisti. La religione musulmana non è rispettata alla regola, è rarissimo vedere delle donne velate (davvero ce ne sono di più a Milano), e le ragazze girano con dei corpetti senza maniche molto provocanti. Hanno un portamento queste donne che è incredibile, spesso sono elegantissime e davvero belle. Hanno dei vestiti lunghi e stupendi, molto curati, quando non sono troppo povere. E poi è tutto uno sculettare tra di loro e un incedere altero davanti agli uomini e anche alle altre donne. Ci sono delle donne elegantissime e bellissime che abitano nella mia casa, gli uomini sono decisamente meno appariscenti. Ma torniamo agli animali che sono il focus del capitolo. Altri animali frequentissimi purtroppo sono i topi, sono enormi, e la fanno da padroni in città. Non è infrequente vederli correre tra i tavoli dei bar. Inoltre mi hanno detto che quegli uccelli enormi che vedo volare di notte non sono uccelli notturni ma pipistrelli!! Sono dei pipistrelli enormi, grandi quasi come gatti. Io temo che mi entrino in casa per sbaglio, come succede da noi nelle case di campagna! Per questo adesso ho un po’ paura a stare con le porte di casa aperte, anche a causa loro voglio comprare delle tende lunghe che impediscano l’accesso ad animali indesiderati. Senza porte aperte in casa davvero si muore di caldo.

ATTIVITA’ e LAVORO
Per il momento non sono ancora andata al lavoro, comincio lunedì. Ho visto però l’ufficio, dove mi ha portato il mio capo (che è più giovane di me: sarà una persecuzione???), è molto accogliente ed avrò in mio pc tutto per me e la mia postazione. Abbiamo parlato di lavoro, e quello che farò è davvero interessante, anche perché non dovrò occuparmi solo del progetto per cui sono stata chiamata, ma anche di altre cose come per esempio il ritorno dei bambini vittime della tratta. Dovrò anche scrivere un altro progetto, la fase due del progetto per cui sono stata chiamata. E’ interessante, e credo che ci sia spazio per riuscire a fare le cose che mi interessano. Il mio capo è una persona alla mano, molto gentile e tranquillo. E’ lui che mi ha trovato l’appartamento e che si prende un po’ cura di me in questi primi giorni. Oggi il mio capo mi ha portato ad una passeggiata conosciuta come l’HHH. Credo che gli altri expat tra voi la conoscano, è diffusa in tutto il mondo mi dicono. Tutti gli expat, o i toubab come vengono chiamati qui gli uomini bianchi, si ritrovano una volta alla settimana per fare una passeggiata nella natura, di circa un’ora o un’ora e ½ e poi alla fine si beve birra a volontà o anche altre bevande. Oggi siamo andati nei dintorni di Bamako, sulle colline attorno. Ho visto la magnificenza della natura da queste parti, il verde intensissimo dell’erba e degli alberi. Inoltre oggi il percorso, che cambia ogni settimana, passava anche dentro un villaggio (cosa assai rara mi hanno detto) ed ho visto un po’ la vita di campagna. E’ stato a dir poco stupendo. Il villaggio è costruito con case di fango rosso, ma moderne, squadrate con gli infissi moderni, e il tetto in lamiera. Il villaggio non è servito dalla corrente elettrica, ed è stato costruito con l’aiuto del Lussemburgo (io mi sono detta che in effetti il Lussemburgo poteva anche portare la corrente elettrica, ma lasciamo perdere…). C’erano donne che lavoravano la terra piegate a zappare con il bambino sulla schiena, e bambini che si avvicinavano a vedere chi eravamo, e dicevano: ça va? (il saluto qui è ça va, e non buon giorno). La coca cola per festeggiare i 40 anni dal suo arrivo nel Mali ha indetto un concorso: ha messo in palio 60 motorini in tutto il Mali. Per vincerne uno bisogna collezionare i tappi di coca cola che al loro interno portano il marchio di tutte le parti del motorino: ci vogliono le chiavi, il quadro elettrico, le ruote, e il casco. Quest’ultimo è rarissimo da trovare, e tutti cercano il famoso casco sotto al tappo della coca cola. I bambini del villaggio ci hanno chiesto ripetutamente i tappi di tutte le bibite che stavamo bevendo, tanto per non sbagliare, anche delle bottiglie d’acqua. Tutto.

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- la gita HHH -

E’ stata una gita stupenda, anche se ad un certo punto ho pensato di svenire per il gran caldo e la super sudorazione, in effetti mi hanno detto che era un po’ azzardato fare questa camminata il primo giorno in Africa, perché per stare bene bisogna ambientarsi un po’. A questa camminata HHH ho incontrato delle ragazze di OXFAM, che mi sono sembrate davvero in gamba, e una donna dell’UNESCO, anche lei era simpatica. Abbiamo parlato un po’, ma non molto. Settimana prossima dovremmo tornare a fare un’altra camminata, il percorso cambia ogni volta.

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- il mio primo tramonto africano: non è un granchè ma è il primo! -

Bene ragazzi, colleghi, parenti ed amici: per ora è davvero tutto. Lo so che sono molto verbosa, mi piace scrivere e raccontare quello che vedo e le cose che faccio, spero di non avervi annoiato troppo. Per concludere posso dire che qui è davvero davvero Africa: le donne colorate con i bambini sulla schiena, le fogne a cielo aperto, i bambini nel fango, i sorrisi della gente, la gentilezza dei locali, le frasi di benvenuto, il traffico micidiale, la musica e i balli per la strada (appena c’è un po’ di musica i maliani ballano muovendo le natiche), insomma una gran voglia di vivere, come mi aspettavo di trovare qui.
Mando un caro saluto quindi a tutti voi, mi farò viva prestissimo, anche voi però non esitate!! SMAK!!

Agata

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