Preso dalla sbornia estiva e dall’insperata vittoria mondiale, solo ora mi capacito di cosa può dire, impunito, un ex-ministro della Repubblica Italiana nonchè politico di professione proprio sulla partita del 9 Lugliio scorso.
«Quella di Berlino è una vittoria della nostra identità, dove una squadra che ha schierato lombardi, campani, veneti o calabresi, ha vinto contro una squadra che ha perso, immolando per il risultato la propria identità, schierando negri, islamici e comunisti»
Non so se bisogna preoccuparsi del fatto che lo dica o che gli sia consentito di farlo impunemente.
Sacra la libertà d’espressione, ma dove mettiamo il razzismo, l’istigazione all’odio raziale, il vilipendio ad uno stato amico (e dal quale avremmo molto da imparare)?
Beh, direi che schierare neri (ops, negri) e islamici è grave. Ma è molto più grave schierare i comunisti… ;-P
La cosa bella è che quando fa loro comodo c’è un’identità italiana, quando non è più comodo c’è un’identità padana, quando è ancora più stretto rimane l’identità lombardo-veneta (visto che il resto delle regioni italiane è in mano i comunisti delle foibe!).