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admin on 12 aprile 2006
Narrazioni. Non esiste mai una verità del fatto, perché non esiste il Fatto. Non c’è sostanza al di là dei suoi accidenti, né sguardo che possa essere solo spettatore. La Storia è sempre narrazione di storie, e bene ha fatto Prodi a raccontarci da subito la storia della nostra insindacabile vittoria, prima che altri cominciassero a raccontarne altre.
Conto. Per la prima volta sento che il mio voto è importante. Che se avessi votato diversamente, se i miei amici avessero votato diversamente, o gli amici dei miei amici lo avessero fatto, ora saremmo qui a raccontare un’altra storia. Devo ricordamelo la prossima volta che non inoltrerò una mail o eviterò di parlare con il vicino delle nefandezze della Moratti.
Contano. Grazie ai 22.010 connazionali che alla Camera hanno dato il loro voto alla Liga Fronte Veneto (e ai 44.580 che hanno scelto la virile Lega per l’Autonomia Alleanza Lombarda)! Senza di loro ora dovremmo raccontare un’altra storia.
Sansone. Pare dunque che i DS siano destinati a scomparire. Se così sarà, la Storia del PCI cesserà di essere narrata proprio nei giorni in cui racconteremo la fine di Silvio Berlusconi, l’anticomunista par excellence dei nostri miseri tempi.
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nico on 9 aprile 2006
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nico on 8 aprile 2006
Avrei voluto scrivere qualcosa sull’11 Marzo a Milano.
In realtà, lo sto scrivendo, ma mi sono lasciato prendere da ansia enciclopedica. Il resoconto di una giornata di scontri e parate fasciste si sta trasformando in ua ricerca storica sui movimenti neofascisti degli ultimi 20 anni. Meglio darsi obiettivi meno ambiziosi…
La mia intenzione non è certo quella di giustificare il folle spettacolo di guerriglia urbana in Porta Venezia, stupida, inutile, avventata, elitaria, inopportuna in una campagna elettorale dove ogni pretesto è buono per fare propaganda. Un ottimo modo per perdere voti.
Ma alla rabbia per un’occasione perduta si è accompagnato il ribrezzo per le facili strumentalizzazioni, per la disinformazione violenta e qualunquista (”No global al governo: no grazie!”), per l’alzata di scudi contro la violenza, nè preceduta, nè seguita, dalla necessaria denuncia della scalata neofascista al parlamento.
Dov’erano gli antifascisti milanesi l’11 Marzo, quando saluti romani, croci celtiche, squadristi, picchiatori, negazionisti riprendevano possesso del palcoscenico Medaglia d’Oro della Resistenza?
Un po’ di, insufficiente, bibliografia circa coloro che potremmo ritrovarci in parlamento:
Fiamma Tricolore
Alternativa Sociale
Forza Nuova
Fronte Sociale Nazionale
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admin on 6 aprile 2006
Fino a l’altro ieri devo ammettere di essere stato del tutto privo di passione per questa campagna elettorale. Un folletto maligno mi ripete spesso che la vita è una tale merda da essere affidata ad un sommo e ingovernabile Caso, e che la politica non potendo governare quello per produrre uno straccio di felicità per i di ben breve durata mortali, si occupa piuttosto, di destra (hard) e di sinistra (soft) di controllare questi perché, per così dire, la terra sia un purgatorio ben ordinato: di premiare i già vincenti schiacciando (destra) o ottundendo (sinistra) i vinti – lo ammetto le strategie sono più complicate, ma faccio in modo di non sentirmi in colpa per la banalizzazione. E dato che l’unica politica che mi sembra avere uno straccio di senso è quella senza senso della rivolta comunarda che butta tutto per aria, grida al cielo e si consuma in se stessa (quanto corre fra il Maggio francese e questa Francia senza mese che lecca i piedi ai vecchi per occuparne un posto al fianco: quello voleva fare a pezzi le macchine e questa infilarcisi dentro… onore ai casseurs senza futuro che di futuro non ne vogliono), dato che solo “osare l’impossibile”, “osare la confusione/ osare perdere” mi pare giusto e ingiustificato, sai che me ne frega di autobus e carrozzoni. Se vogliamo essere più educati diciamo che ho provato una profonda e ripetuta e ripetuta vergogna a vedere i goffi e maldestri giochi d’equilibrismo della coalizione-frullato che sapevo – già – avrei votato. Baciapile del Vaticano con armate brancaleone dei diritti civili, e poi, obliquamente, neonazionalizzatori con ultraliberisti, neopacifisti con neorealisti ex-pacifisti ed ex (ex?) militaristi filosovietici, anti-Tav con fanatici della grande opera: 500, 250, 180, no… solo le “grandissime” fortune (cioè?). Una coalizione che si tiene insieme colla coccoina, che se vincerà vincerà solo perché dall’altra parte la gente si gira a guardare e vomita. Come dire la nazionale del Burundi che fa i muscoli perché gioca contro la Groelandia. Che voglia si può avere di salire sugli spalti e durare 90 min a fare le cheerleaders? Poi l’omino che sbraccia ha pronunciato un giudizio su di me senza neanche conoscermi. Voglio dire: le mie voglie sconfinate, la necessità d’infinito, i voti alla Madonna. Ecco, adesso avrei tanta voglia di farlo rotolare nel fango.