Numeri

Posted by on 14 aprile 2006

Cito da Gian Antonio Stella (Corriere.it): “i conti sbandierati dalla destra sulla ‘maggioranza assoluta’ al Senato sono sballati: non ha contato la Val d’Aosta e il Trentino Alto Adige. [...] Rifatti i conti, visto che i votanti sono stati in totale 34.809.035, la CdL (17.367.081 voti) sta sotto la metà. E scende ancora se si calcolano gli italiani all’estero (879.933 votanti) col risultato che complessivamente, sul monte-voti totale (a meno che non consideriamo gli emigrati dei ‘gauchos’ argentini, come con frettoloso dispetto ha fatto Paolo Guzzanti), la destra ha preso non 450 mila, ma 131.500 voti più della sinistra.”

E cito dall’amico Alessandro Santoro (ricercatore di Scienza delle finanze presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e anima del sito Sinistri Progetti): “Si sente parlare di paese spaccato come se fosse una novità . Eppure, se avessimo ignorato i sondaggi e scelto come termine di paragone le politiche del 2001 (le uniche paragonabili per affluenza al voto) saremmo dovuti partire da questi dati tratti dalla quota proporzionale della Camera:
- centro destra+fiamma tricolore=18576mila voti
- centro sinistra+rifondazione+dipietro+bonino+dem eur+svp=18212mila voti
Lasciando fuori ps sardo 34mila voti e altri 259mila voti (…) viene fuori che, per effetto delle riaggregazioni di queste elezioni saremmo dovuti partire dal 49,11% per il centrosinistra e dal 50,1% per il centrodestra… non molto lontani dai dati del 2006, direi… E allora:
1) la spaccatura non è certo una novità!
2) 5 anni non hanno cambiato nulla? C’è stata (magari) una nuova divisione interna ai poli ma non molto di più? Il voto è più ideologico, di appartenenza e di tradizione di quanto crediamo? Le opinioni, i confronti televisivi e i programmi contano forse molto meno di quanto pensiamo?”

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