Avrei voluto scrivere qualcosa sull’11 Marzo a Milano.
In realtà, lo sto scrivendo, ma mi sono lasciato prendere da ansia enciclopedica. Il resoconto di una giornata di scontri e parate fasciste si sta trasformando in ua ricerca storica sui movimenti neofascisti degli ultimi 20 anni. Meglio darsi obiettivi meno ambiziosi…
La mia intenzione non è certo quella di giustificare il folle spettacolo di guerriglia urbana in Porta Venezia, stupida, inutile, avventata, elitaria, inopportuna in una campagna elettorale dove ogni pretesto è buono per fare propaganda. Un ottimo modo per perdere voti.
Ma alla rabbia per un’occasione perduta si è accompagnato il ribrezzo per le facili strumentalizzazioni, per la disinformazione violenta e qualunquista (”No global al governo: no grazie!”), per l’alzata di scudi contro la violenza, nè preceduta, nè seguita, dalla necessaria denuncia della scalata neofascista al parlamento.
Dov’erano gli antifascisti milanesi l’11 Marzo, quando saluti romani, croci celtiche, squadristi, picchiatori, negazionisti riprendevano possesso del palcoscenico Medaglia d’Oro della Resistenza?
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Un po’ di, insufficiente, bibliografia circa coloro che potremmo ritrovarci in parlamento:
Fiamma Tricolore
Alternativa Sociale
Forza Nuova
Fronte Sociale Nazionale





