Fino a l’altro ieri devo ammettere di essere stato del tutto privo di passione per questa campagna elettorale. Un folletto maligno mi ripete spesso che la vita è una tale merda da essere affidata ad un sommo e ingovernabile Caso, e che la politica non potendo governare quello per produrre uno straccio di felicità per i di ben breve durata mortali, si occupa piuttosto, di destra (hard) e di sinistra (soft) di controllare questi perché, per così dire, la terra sia un purgatorio ben ordinato: di premiare i già vincenti schiacciando (destra) o ottundendo (sinistra) i vinti – lo ammetto le strategie sono più complicate, ma faccio in modo di non sentirmi in colpa per la banalizzazione. E dato che l’unica politica che mi sembra avere uno straccio di senso è quella senza senso della rivolta comunarda che butta tutto per aria, grida al cielo e si consuma in se stessa (quanto corre fra il Maggio francese e questa Francia senza mese che lecca i piedi ai vecchi per occuparne un posto al fianco: quello voleva fare a pezzi le macchine e questa infilarcisi dentro… onore ai casseurs senza futuro che di futuro non ne vogliono), dato che solo “osare l’impossibile”, “osare la confusione/ osare perdere” mi pare giusto e ingiustificato, sai che me ne frega di autobus e carrozzoni. Se vogliamo essere più educati diciamo che ho provato una profonda e ripetuta e ripetuta vergogna a vedere i goffi e maldestri giochi d’equilibrismo della coalizione-frullato che sapevo – già – avrei votato. Baciapile del Vaticano con armate brancaleone dei diritti civili, e poi, obliquamente, neonazionalizzatori con ultraliberisti, neopacifisti con neorealisti ex-pacifisti ed ex (ex?) militaristi filosovietici, anti-Tav con fanatici della grande opera: 500, 250, 180, no… solo le “grandissime” fortune (cioè?). Una coalizione che si tiene insieme colla coccoina, che se vincerà vincerà solo perché dall’altra parte la gente si gira a guardare e vomita. Come dire la nazionale del Burundi che fa i muscoli perché gioca contro la Groelandia. Che voglia si può avere di salire sugli spalti e durare 90 min a fare le cheerleaders? Poi l’omino che sbraccia ha pronunciato un giudizio su di me senza neanche conoscermi. Voglio dire: le mie voglie sconfinate, la necessità d’infinito, i voti alla Madonna. Ecco, adesso avrei tanta voglia di farlo rotolare nel fango.