Preso d’improvviso ho cercato il suo nome.
Un oscuro poeta, quasi un barbone, che ci ingolfò in chiacchiere, me e il babbo, per via. Vendette il suo libro, e io conobbi un poeta. Ma prima, il sospetto che un pazzo ci tendesse panie. E non la poesia, nemmeno la sua. Un cappotto, una barba, un ciglio severo, da maestro elementare, e la voce che spera, ma dispera, anche.
Ed ora che leggo?
Non lasciatemi solo,
ché la mia vita si fa dura e pesante,
restando solo posso fermentare.
Quando assetati verrete ad attingere
il vino chiaro, lucente da me,
divenuto sarà
bruciante, torbo aceto
Arcidio Baldani