Tardo ricordo di un Arcidio

Posted by on 8 febbraio 2006

Preso d’improvviso ho cercato il suo nome.
Un oscuro poeta, quasi un barbone, che ci ingolfò in chiacchiere, me e il babbo, per via. Vendette il suo libro, e io conobbi un poeta. Ma prima, il sospetto che un pazzo ci tendesse panie. E non la poesia, nemmeno la sua. Un cappotto, una barba, un ciglio severo, da maestro elementare, e la voce che spera, ma dispera, anche.

Ed ora che leggo?

Non lasciatemi solo,
ché la mia vita si fa dura e pesante,
restando solo posso fermentare.
Quando assetati verrete ad attingere
il vino chiaro, lucente da me,
divenuto sarà
bruciante, torbo aceto

Arcidio Baldani

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