Month: gennaio 2006

Settlefish

Posted by on 23 gennaio 2006

Di fronte alla morte

Posted by on 16 gennaio 2006

200px-Ariel_Sharon.jpgCi vuole rispetto. Su questo penso che l’accordo sia unanime. E’ opportuno cessare le polemiche, non fare strumentalizzazioni, non sfruttare l’assenza (inevitabile) dell’interlocutore godendo della sua mancata replica.
E poi la morte spaventa, è un mistero che anche nei più fervidi credenti induce angoscia e smarrimento.
Per cui è lecito abbassare i toni, limitarsi al rispetto ed al raccoglimento.
Però: però la storia non si lascia intimidire. La storia ne ha visti tanti di statisti alla ribalta dipartire con grande gioia dei più, così come altrettanti signor.Nessuno diventare re o intoccabili sovrani cadere in disgrazia. Ha conosciuto migliaia di uomini morti nell’anonimia o sacrificati per eisigenze di geopolitica. E alla fine può sempre dire qualcosa, dei primi e degli ultimi, senza paura di essere irrispettosa.

Di Ariel Sharon, che mentre scrivo ancora non è morto, mi limito a ricordare l’infausta passeggiata che letteralmente provocò la seconda intifada portando a muri, morti e distruzione.
Ciò che colpisce di quel gesto è la banlità, la semplcitià. La sproporzione tra costi (mezz’oretta di blanda camminata circondato da guardie del corpo e giornalisti di tutto il mondo) e ricavi: una discreta quantità di razzi Qassam, attacchi suicidi, stragi di coloni e di conseguenza l’occupazione sempre più dura, l’isolamento di Arafat, la risposta con l’aviazione, gli omicidi mirati, il muro.
La dimostrata consapevolezza che, assodata la viziosità del circolo azione-reazione-azione/attentato-rappresaglia-attentato, sarebbe stato sufficiente un piccolo innesco, nel posto gusto al momento giusto, per portare il livello dello scontro ad un livello mai visto, ha qualcosa di diabolico. Ed è ancora più grave se davvero ciò non ebbe come sfondo la lotta per la premiership d’Israele ma un conflitto interno al Likud per la leadership di partito.

Per una biografia ragionata e documentata:
http://www.macchianera.net/2006/01/09/post_4.html
http://www.macchianera.net/2006/01/16/disastri_di_ariel_sharon_2.html
http://en.wikipedia.org/wiki/Ariel_Sharon

Santa Cruz

Posted by on 13 gennaio 2006

Mogwai – Mr.Beast

Posted by on 13 gennaio 2006

mrbeast.jpgC’è tanto di strano in questo disco che suona incessantemente da giorni su ogni device musicale che mi circondi.
Strano, nel senso di inatteso. Cosa ti aspetti da una band che è stata in grado di elaborare un “gusto ibrido tra una sottesa voglia di digitale, cioè minimale e ripetitivo, e una sorta di sacra sensibilità romantica, seria come nella miglior tradizione progressive dei King Crimson ma dolorosamente ridotta all’osso, cioè scarnificata, tolta dalla poesia, dalla struttura che la teneva in vita e ne conduceva il linguaggio [Stefano Solventi]“?
I Mogwai ancora una volta producono emozioni rare. E lo fanno senza mai cadere nella ripetizione di sè stessi, senza mai parlarsi addosso.
Chitarre slide e drum machine minimali (Acid Food), cavalcate post-metal (?) e sovrapposizioni di n chitarre a distorsione variabile (Glasgow Mega-Snake), tempi dispari dolorosamente incespicanti (Travel Is Dangerous), vocalità mai disturbanti e sempre delicatamente accennate, tanto piano (con un cameo di Craig Armstrong…) e organo, poesia giapponese (intervento di Tetsuya Fukagawa degli Envy in I Chose Horses).
Ed uno struggente commiato GYBE-style che “fornisce solo le proporzioni della catastrofe [riccardino]“.
La musica dei Mogwai è una lenta ed inesorabile decostruzione noise, a tratti violenta, a tratti dolcissima, è una splendida forma di autocommiserazione senza resa.

Ruta 40

Posted by on 12 gennaio 2006