Day: lunedì, gennaio 30, 2006

Il nostro futuro

Posted by on 30 gennaio 2006

Non so cosa dicano i dati ufficiali, ma ho la netta impressione che alle primarie milanesi di ieri l’età media dei votanti sia stata piuttosto alta, tra i 55 e i 60 anni, a occhio. Al seggio 40, dove ho lavorato io, in via Archimede, ho contato 6 persone sotto i 25 e una decina sotto i 30, su un totale di quasi 500. Ho letto spesso dell’invecchiamento della popolazione, e quindi è possibile che questa mia impressione non testimoni la disaffezione alla politica delle nuove generazioni, ma rifletta semplicemente un banale dato demografico.
Se così fosse, sarebbe una buona notizia, questa del progressivo innalzamento dell’età media dei votanti intendo; sarebbe una buona notizia perché dei 15 o poco più under 30 che si sono presentati al seggio 40, un terzo non ha votato perché o aveva dimenticato a casa la tessera elettorale (”eh vabbè, ma questa è burocrazia…”) o doveva andare a votare altrove (”in via bellotti? stai scherzando… poi non lamentatevi se vince Forza Italia”), e un altro terzo è riuscito a seminare nel seggio almeno un paio di cristoni a grappolo (”ma non ce l’ho con voi, eh”), prima di lasciarci con una dotta lamentazione sui limiti organizzativo-comunicazionali di noialtri dei partiti.
Tutt’altro stile rispetto ad Antonio e Luisa, per esempio. Classe 1931 lui e 1934 lei, Antonio e Luisa si sono presentati alla sezione di via Archimede attorno alle 11 e 30, quando fuori pareva quasi che volesse uscire il sole; hanno pazientemente atteso qualche minuto in coda sulla scala che porta alla stanza dove avevamo allestito il seggio, ci hanno consegnato i loro coupon debitamente compilati, hanno firmato, hanno versato il loro contributo di “almeno un euro” e con una certa gravità hanno preso le loro schede e con altrettanta gravità le hanno deposte nell’urna, debitamente piegate. Solo allora si sono sciolti in un rispettoso sorriso e, con la testa ben alta, hanno stretto con forza tutte le nostre cinque mani, una dopo l’altra, per ringraziarci.
Se i demografi hanno ragione, nel giro di pochi anni gli under 30 si estingueranno e l’Italia si riempirà di tanti Antonio-Luisa, informati, pazienti, contribuenti, partecipanti, gravi quando serve e sorridenti quando serve ancor di più. Un paese di gente perbene, che se ne va in giro a testa alta e che sa dire grazie.
Antonio e Luisa sono il nostro futuro, il futuro dell’Italia. E’ una buona notizia, no?

(Sabbia, anema e core di questo breviario, ha meno di 30 anni. Sono certo che se gli fosse toccato votare al seggio 40 di via Archimede, avrebbe fatto parte di quel terzo di under 30 che ieri mi ha scaldato il cuore: un pugno di splendidi apprendisti Antonio-Luisa, con un po’ di fiato in più, e ancora un’ottima mira)