Month: ottobre 2005

Il professore

Posted by on 3 ottobre 2005

scoglio.gifPer quel poco che so era venerato da molti e ancor più temuto; trattato con il timore reverenziale che si rivolge a coloro che, sulla scorta di esperienza e successi, possono raccontare meglio di altri “come vanno le cose”.
Non so se fosse realmente un esperto e come tale invitato nei talk show quotidiani a parlare di calcio, o se ormai si era trasformato in una di quelle pedine da audiance d’avanspettacolo, capace di creare scompiglio dove si parla del “niente”, di rendere accese discussioni senza senso sul fuorigioco di tizio o sulla convocazione di sempronio in nazionale.
Il professore lo chiamavano, e domani centinaia saranno le righe sui quotidiani, sportivi e non, che lo piangeranno. E come De Andrè è sepolto con la sigaretta a fianco, così Franco Scoglio sarà ricordato per essere morto in diretta Tv per un diverbio con il presidente di una squadra di calcio: quale miglior fine?
E con macabro cinismo si parlerà più di ciò che è stato o di ciò che sarebbe stato se fosse stato (compreso? accolto? capito?…), e non di quello che è realmente successo: morire in diretta tv, urlando di una cosa tonda che rotola.

Forza sette

Posted by on 2 ottobre 2005

Sto leggendo l’ultimo interessante intervento di antologia mentre la tv diffonde in sottofondo le appassionanti (!) telecronache delle regate di Coppa America, anzi di Luis Vitton Cup (ma che coppa è ?? una corsa con i sacchi….firmati ? una partita tra due squadre che si contendono una borsetta ?) e le idee mi si confondono. Un telespettatore sottolinea da casa il grande segno di civiltà rappresentato dal presidente dei DS Massimo D’Alema e dal ministro della giustizia Roberto Castelli, vale a dire due tra i principali rappresentanti di opposizione e governo, che dialogano amabilmente di scotte, boline e strambate. Il primo pensiero va a chi segue più la politica italiana che le regate internazionali e di “strambate” ne ha già sentite abbastanza….e forse per colpa di questa domenica pomeriggio piovosa e lenta le poche idee si fanno sempre più confuse….ma non è che stiamo assistendo in diretta al delinearsi della via italiana alla Grosse Koalition ? Un bell’accordo multi-partisan, a pochi mesi dalle elezioni o forse subito dopo….no, non può essere, in fondo sono solo due uomini di mezza età che passano il pomeriggio a guardare sport, da bravi maschi italiani…..ma sì, di sicuro mi sbaglio ! E in fondo il programma è piacevole, a partire dal titolo, che ricorda solo la forza del vento e del mare…..e non, come per un attimo ho temuto, il prossimo partito unico sognato da Berlusconi, con l’aggiunta di diessini, margherite, socialisti e mastelliani……..Forza Sette !

Fra Weimar e il mai visto

Posted by on 1 ottobre 2005

Per cominciare, una piccola considerazione, niente più di una considerazione: tutto quel che ci hanno raccontando sulle elezioni tedesche è falso. S’aprano pure le cataratte delle accuse di dietrologia, mancanza di serietà, psicosi. Poi si vadano sfogliare i quotidiani di quei giorni, a ridigerirsi i TG, e ci si chieda qual è la notizia che sarebbe venuta dalla Germania. I sondaggi sbagliano, Berlusconi può recuperare. Ah. I socialdemocratici hanno recuperato; hanno perso ma hanno vinto, la Merkel ha vinto ma ha perso. Lo spettro della Grosse Koalition.
Ah. Complicato ma spettacolare. Che la cosiddetta “estrema sinistra” sia arrivata all’8,7% dei voti, e che l’area complessiva del “centro-sinistra” tedesco si attesti intorno al 52% dev’essere davvero uno scherzo, magari della mente, di un calcolo matematico più che astratto, fantasioso.
Partiamo da questa fantasia alla quale più sopra davamo persino la consistenza di considerazione. Facciamo finta che sia una realtà. Se fosse una realtà avremmo come conseguenza che le promesse neoliberiste dell’accoppiata Merkel-Kirchhof sarebbero state per lo più rimandate al mittente. Che il calo di consensi di Schroeder più che con la timidezza nella riforma del Welfare e nelle liberalizzazioni avrebbe a che fare con la violenza del suo impatto sulla “ricchezza” dei più poveri e sui legami sociali – ovvero, esattamente il contrario. Che, di fatto, la sinistra in Germania potrebbe governare con mandato pieno e legittimo, non solo perché di un sistema proporzionale ci si avvale in quel paese, per cui i governi si fanno in parlamento e non in campagna elettorale, ma anche e soprattutto perché proprio quel mandato, quella svolta inversa a quell’altra ancor-più-liberista, è il mandato concesso dagli elettori; che la sinistra potrebbe governare se solo si mettesse assieme senza farsi – la Spd – tremare i polsi per le ricadute a breve sugli scambi borsistici e sulla gabbia economico-finanziaria europea.

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