Non che darmi le arie sia uno tra i miei sport preferiti (o almeno credo), però posso dire a buon diritto di aver aiutato la promozione di Mozilla Firefox nel mondo.
Niente di trascendentale, solo 10 miseri dollari.
Scartabellando tra archivi digitali di lustri passati, ho trovato la paginona del New York Times acquistata da Spread Firefox in occasione del lancio della release 1.0.
In barba a qualsiasi Sudoku, può trasformarsi nel gioco-gioco dell’estate! Come si dice in questi casi? L’ago nel pagliaio?
Month: agosto 2005
Me la meno
Il capitalismo italiano
Leggevo oggi su Repubblica un’intervista al sig.Della Valle, il fortunato possessore del marchio Todt. Non che mi stia simpatica la persona, anzi; devo ammettere però che dà l’impressione di appartenere a quel filone di imprenditori-lavoratori di cui assistiamo alla lenta inesorabile estinzione.
La sua reazione alle commedie Antonveneta-Rcs, il disprezzo manifestato verso i nuovi giovani (e meno giovani) affaristi dalla finanza facile, è molto eloquente.
Un paese in stagnazione, con la necessità di ripensarsi e di trovare nuovi spazi di competitività, si rende ancora una volta ridicolo di fronte al mondo con marachelle da scuola media.
L’arbitro imparziale ed intoccabile che gioca sporco (Fazio), il giovanotto arrivato e chissà da chi manovrato (Ricucci), la principessa sensibile alle sorti del fratello (la Falchi), il finanziere padano (Gnutti), il faccendiere privato del premier (Livolsi), l’influente spagnolo (Alejandro Tarik Agag Longo), il pirata finanziario (Fiorani), pizzicati a tramare in fitte telefonate da Dinasty dei poveri.
Sacrosanto il diritto alla privacy (a maggior ragione di fronte a Echelon), altrettanto importante però il diritto di cronaca (senza la pubblicazione di quelle intercettazioni non avremmo potuto conoscere i retroscena ed i ridicoli risvolti della vicenda).
Quello che più inquieta è la reazione della politica degli affari: una levata di scudi ed un disegno di legge che potrebbe portare a pene pesanti (5-10 anni) per chi pubblica intercettazioni telefoniche. I potenti si sono sentiti toccati, sanno di essere osservati e non hanno la certezza di poter camuffare le proprie malefatte per sempre.
Così riemerge il garantismo di marzapane, duro con i deboli e debole con i potenti.
E tra un’intercettazione e l’altra, tra smentite e conferme, tra scalate promesse e tentate, i titoli in borsa un giorno vanno giù ed un giorno vanno sù, e loro, attori di una commedia mal riuscita, sorridono con le plusvalenze a gonfiare le tasche.
Chi va e chi resta
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L’altro autore di questo blog, vista la prima pagina di Libero di oggi, ha deciso di consegnarsi agli Ustasha e di lasciarci per 15 giorni. A me tocca restare in questo paese dove un quotidiano nazionale con un nome che fa rivoltare nella tomba Gobetti e Rosselli e tanti altri liberi pensatori, e che perdipiù fa capo ad un personaggio che dice di fare il presidente del consiglio e di essere un paladino della libertà, riesce impunemente a titolare in prima pagina con siffatta gratuita barbarie.
Chi può ancora provare vergogna me ne dia un po’.