Per fortuna che in Italia possiamo fare affidamento sull’infinita sapienza di cotal personaggio.
Il cardinal Ruini, presidente della Cei (Conferenza Episcopale Italiana), tentacolo vaticano sullo Stato Italiano, con consueto tempismo ha commentato il risultato del recente referendum relativo alla procreazione assistita.
Ho già avuto modo di commentare il deprecabile intervento di uno stato estero nelle questioni interne italiane, e continuo a considerarlo un gesto di inaudita violenza (in diplomazia, si sono fatti embarghi e chiuse ambasciate per molto meno). E questo mio sentire non è per nulla sminuito dal fatto che considero (da tempi non sospetti) il referendum uno strumento abusato, inflazionato e svilito da un certo modo “radicale” di intendere la politica: finchè ci saranno 500.000 liberi cittadini che, in coscienza o incoscienti, firmeranno chessò, per l’abolizione dei semafori o per l’abrogazione del codice della strada, devono poter andare a votare senza che i dirigenti di altri stati si esibiscano in pubbliche riprovazioni a riguardo.
Bene, Ruini ha pensato bene di commentare lo scarso dato sull’affluenza al referendum in questione, sicuramente spiegato da una irrecuperabile disaffezione allo strumento in sè e da una profonda spaccatura delle coscienze (anche a sinistra, ed in modo significativo), affermando che gli “Italiani sono un popolo maturo”. Ecco, diciamo che io e Ruini abbiamo una concezione un po’ diversa di maturità. Forse la sua maturità spiega:
- le fortissime differenze della partecipazione al voto in questo referendum tra le città (tipicamente meno “provinciali” e più illuminate) e le zone rurali, tra il centro/nord ed il sud (forse ci vuole tutti battezzati, contadini e borboni)
- il tasso di analfabetismo del 2,9% nel 1990, contro lo 0,2-0,3% degli altri paesi europei (ad eccezione della cattolicissima – che caso!- Spagna)
- i 2,78 ricercatori ogni mille occupati, contro gli 8,66 degli USA, i 9,61 della Finlandia e i 9,72 del Giappone
- i 1,32 € di spesa pro-capite per la ricerca sul cancro, contro i 2,56 € della media europea, i 4,31 € della Germania e i 6,52 € del Regno Unito
- i 100 quotidiani venduti in Italia ogni mille abitanti, contro i 274 in Germania, 297 in Gran Bretagna, i 576 in Norvegia
- il 29% di tasso di abbandono scolastico, contro una media Ue del 18,5%. Dopo il Portogallo (43,1%) l’Italia è il paese con il piu’ alto tasso di abbandono scolastico in Europa
- la presenza femminile nei governi: Italia 10%, Spagna 47%, Olanda 31%, Austria 20%. In parlamento, nella Camera bassa: Italia 12%, Olanda 38%, Spagna 36%, Austria 34%. Nella Camera Alta: Italia 8%, Olanda 32%, Spagna 25%, Austria 29%. Nei partiti: Italia 15%, Spagna 32%, Olanda 24%, Austria 25%
- [...] si potrebbe continuare a lungo
Il paese “maturo” intravisto da Ruini appare come un paese civilmente arretrato, culturalmente pigro, immobile nella ricerca, influenzabile politicamente, socialmente al di sotto degli standard europei (soprattutto in termini di mobilità sociale e parità tra i generi).
Certo, ci sono anche sacche di resistenza a tutto ciò, ma credo proprio che il quadro generale sia quello di un paese “ancora” terreno fertilissimo per le regressioni clericali e per la manipolazione (basata sul timor dei) delle coscienze.
P.S. Non sazio dei bagordi post-referendari, il cardinale ha pensato bene di illuminare il legislatore italiano: la legge 40 è perfettibile: “Se si riterranno opportune, potranno essere introdotte piccole, leggere modifiche, ma non certo quegli stravolgimenti che avevano ipotizzato i quesiti referendari”. Insomma, basta cambiare un paio di virgole perchè sia Vatican-certified!
God bless our dead marines