Rispetto a tanti altri amici pacifisti sono sempre stato titubante sul ritiro. Che le truppe angloamericane e i loro alleati fossero lì, pur dopo aver combinato una vera e propria antologia di disastri, mi pareva un argine alla possibilità che l’Iraq si trasformasse in un Afghanistan pre-talebano (quello del vuoto di potere creato dal ritiro dell’Armata Rossa, riempito dal conflitto permanente fra signori della guerra, scontri tribali e faide). Anche sostituire le truppe di chi ha scatenato la guerra, con altre di paesi meno o non compromessi, magari arabi, non mi pareva una soluzione intelligentissima. Intanto bisognerebbe capire chi ha voglia di mandare soldati a rischiare la morte. Perché la guerriglia irachena ha presto preso una piega chiaramente antioccidentale, non solo antiamericana. Qualsiasi paese europeo, o di cultura euroamericana (Canada, Australia, ecc…), sarebbe in Iraq l’obiettivo di un odio culturale – non importa qui se più o meno legittimo – che si esprime con proiettili e bombe. Allo stesso tempo nella guerriglia irachena c’è una forte componente nazionalista, che neutralizzerebbe qualsiasi valore positivo inscritto nell’”amicizia” araba o musulmana. D’altra parte, per quanto eurocentrici, dovremmo ormai sapere che quelli arabo e musulmano sono “mondi” compositi e conflittuali come, se non più de, il nostro.
Certo, se queste soluzioni fossero almeno possibili praticamente (se qualche governo fosse disposto a metterci lì i “suoi ragazzi”), potrebbero almeno abbassare il livello di conflittualità, forse permettere che in Iraq avvenga davvero il tanto sbandierato (e ormai già mezzo rinviato) “passaggio dei poteri”.
Ma certo non è la possibilità di disinnescare la guerra tout court, almeno nell’immediato. Possiamo solo pensare sul lungo periodo, infatti. E sperare che la cooperazione (oggi quasi impossibile) fra società civili, ong, intellettuali, clero ecc… iracheni e occidentali, cominci a ritessere i fili di una convivenza interna e di un dialogo con l’Occidente.
Intanto, però, le truppe italiane sono coinvolte in una vera guerra. A madri, padri, fratelli, fidanzate e amici, delle medaglie alla memoria non frega nulla. Anzi, assomigliano ad uno sfregio supplementare, ad uno scherno della retorica. Dunque, o li tirate fuori di lì, o ammettete che sono in guerra e gliela fate fare. Basta con le balle del Peace Keeping.
Day: lunedì, maggio 17, 2004
O sparare o andar via
Posted by – 17 maggio 2004
Sarà una coincidenza?
Posted by – 17 maggio 2004
Leggevo proprio oggi gli ultimi dati aggiornati sulla spesa per la ricerca scientifica in Europa. Ebbene, gli ultimi 4 paesi, fanalini di coda piuttosto staccati dal resto del gruppo, sono Irlanda, Italia, Spagna, Grecia.
Risultati di questo genere sono frequenti nelle statistiche che si riferiscono ad indici di sviluppo, di scolarità, di alfabetizzazione, di “civiltà politica”.
E’ solo una coincidenza? Tolta l’irlanda, si potrebbe pensare, come talvolta si sente dire anche da insigni studiosi, che il caldo contribuisca al torpore di queste società.
O ci sono forse ragioni che vanno cercate, chessò……nella religione?