Le piacevoli sorprese

Posted by on 23 febbraio 2004

Capita ogni tanto che lo sconforto e il pessimismo per lo stato delle cose siano illuminàti da piacevoli sorprese.
Dico “illuminàti” pensando più alla velocità, all’istantaneità della luce che squarcia il buio, che all’intensità della stessa.
Non che si riaccenda la speranza, questo sarebbe troppo, ma in ogni caso si percepisce una piacevole ventata di aria fresca in un ambiente che sà di stantio ed immobilità.
“Quando meno te lo aspetti” si dice nel linguaggio cinematografico.
Così se la coscienza civile di un critico post-cittandino post-vivente la post-modernità, violentata quotidianamente da fatti che ci si chiede come possano accadere impunemente, almento di fronte all’Etica se non ad un tribunale, può ancora venire scossa ogni tanto da un evento inaspettato.
E mentre uno fa il clown in televisione facendo spudoratamente del pallone un mezzo di campagna elettorale, quell’altro cerca di vietare i matrimoni tra gay nella città più democratica degli Usa, quest’altro ammette di fronte al mondo una guerra illegittima e pretestuosa….mentre si sente dire che nel giro di vent’anni il mondo non sarà più lo stesso (e non nel bene), che i partigiani sono degli assassini e i poveri ragazzi di salò degli ingenui, che non è vero che siamo tutti più poveri, che tanto c’è lui che “mette a disposizione il suo talento” contro i politici di professione che sono tutti ladri, qualcuno nella vecchia Europa ha pensato bene di fare un processo internazionale, con tutti i crismi, con procuratori e difensori e con l’autorevolezza che si merita la questione, per verificare la legittimità del muro in costruzione in Israele.
Così come, mesi fa, in piena guerrra all’Iraq, la giustizia belga pensò bene di processare il premier Sharon per crimini contro l’umanità.
O come quando la maggioranza dei cittadini europeei interpellati sulla questione della pace, dichiararono che Israele rappresenta il principale ostacolo per la pace nel mondo (cosa non solo vera dal punto di vista delle relazioni internazionali, ma lapalissiana dal punto di vista geo-politico).
Antisemiti, dissero loro! Lo spettro dell’antisemitismo si aggira di nuovo per l’Europa, si è cominciato a sentire. L’antisemtitismo ha nuovi volti, insospettabili dicono altri. Antisemita anche il tribunale dell’Aja, diranno oggi.
Fatto stà che il governo di Israele ha pensato bene, emulando il tanto caro alleato brianzolo, di non presentarsi in aula snobbando l’istituzione extra-nazionale ad oggi più autorevole e forte nell’arginare le tendenze unilateraliste e gli abusi di sovranità di taluni Stati nazionali.
Resta comunque quella punta dolce sul palato, per aver degustato, una volta ogni tanto, qualcosa di raro.

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