
…si prepara ad uccidere si fa chiamare Patria (Friedrich Dürrenmatt).
Mi sono venute in mente queste sante parole quando ho visto pubblicata su Indymedia la foto, riportata qui sopra (cliccarci sopra per ingrandirla e per vedere scandite le scritte sul gagliardetto di colore nero), relativa alla strage di Nassirya.
Si sono passati giorni ad incensare con la retorica più bieca le imprese dei santi militari italiani, capitati in Iraq per caso (ops!), a portare la pace con mitra e blindati.
Si è detto che i soldati italiani sono più umani (chissà se la pensano così anche i somali con le palle elettrizzate o sodomizzati coi razzi dai camerati del battaglione San Marco), più attenti alla diplomazia e a creare un vero consenso/assenso nella popolazione locale.
Si è detto anche che i militari italiani sono stati mandati in Iraq per portare la democrazia, e che loro di questa parola conoscono il valore più profondo e sono una delle più alte testimonianze.
Sì, proprio loro, i camerati italiani.
Day: venerdì, novembre 28, 2003
Quando lo Stato…
Censurato Pericle!
La Rai considera il grande statista Ateniese un sovversivo, o quantomeno un “indesiderato”. I camerati del servizio pubblico hanno sorpreso una staffetta partigiana delle Brigate Bonolis, conosciuto sotto lo pseudonimo di Paolo Rossi, prima che il messaggio da lui portato fosse recapitato al popolo.
Segue il testo, cifrato, del messaggio:
“Qui ad Atene noi facciamo così. Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi per questo è detto democrazia. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Ma in nessun caso si occupa delle pubbliche faccende per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così, ci è stato insegnato a rispettare i magistrati e c’è stato insegnato a rispettare le leggi, anche quelle leggi non scritte la cui sanzione risiede soltanto nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di buon senso. La nostra città è aperta ed è per questo che noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così.”
Non ti scorde(Rai) di me
Alla censura si risponde con un grido di libertà.
Ai Ferrara si risponde come lo si fa ai più coerenti voltagabbana.
Al dominio dei pochi (uno?) delle comunicazioni si risponde con l’insurrezione dei media liberati (radio comunitarie, minuscole televisioni satellitari, tv di quartiere, cinema e teatri trasformati per l’occasione in molteplici casse di risonanza).
Tremate!, arriva la nuova stampa clandestina, incontrollata e incontrollabile.
Elettroni insorgono contro le forze centripete dei media di stato, byte in libertà gridano vendetta.
E’ qui, per essere diffuso e quanto più visto (liberamente scaricabile per volontà degli autori e dei produttori…lo dico per il mio provider), l’evento telerivoluzionario dell’Auditorium di Roma, con Sabina Guzzanti, del 23/11/2003 (890 Mb, Divx) –> tasto destro salva con nome.