Un disco impressionante, tenuto conto oppure no che trattasi del debutto per quattro giovani sconosciuti provenienti da una scena – quella islandese – non certo trascurabile (sempre viva la memoria di Sugarcubes e Gus Gus, fastosa pure se ormai cosmopolita Bjork, in arrivo Sigur Ròs) ma pur sempre periferica.
Pensare che i Mùm lo concepirono e realizzarono sognando di coprire le distanze relativamente brevi della propria madrepatria (come testimonia l’edizione originale dell’album, con le note in islandese strettissimo). E già sarebbe stata una mezza impresa, malgrado il piccolo aiuto di Musikvatur, guru dell’electro nazionale.
Invece, consensi in tutta Europa. Persino negli USA molte orecchie si drizzarono ad ascoltare, conquistate da questa sequenza di meraviglie emozionali. Apre bene l’iniziale I’m 9 Today (box di giochi ritmici, riff di tastiera soffice e minimale, come dei Kraftwerk fanciulli), così suadente che la Sony penserà bene di utilizzarla senza autorizzazione per uno spot (seguirà bega legale, con sconfitta della multinazionale). Chiude benissimo Slow Bicycle (soffice decompressione per piano elettrico e synth più una fauna di elettroni in effervescenza che per un attimo fa balenare il fantasma dei Talk Talk).
Nel mezzo, ipnotiche suggestioni come la toccante suite centrale Asleep On A Train/Awake On A Train (fisarmoniche, archi, rotativa di corde e blips) o stranianti esotismi come le giapponeserie attonite di Random Summer (chissà se a David Sylvian sarà piaciuta…). Tutti pezzi strumentali tranne uno, quella Ballad Of Broken Birdie Records che si profila come dei Massive Attack in regressione fiabesca: ritmica languidamente narcotizzata, guizzanti sottigliezze electro, voci da ninfa boschiva, in pratica un assaggio di ciò che maggiormente si definirà (puntando un’indefinitezza palpitante) nel lavoro successivo.
Due gli apici dell’opera: le diafane congetture funky tra arzigogoli ritmici e microburst videogame di Smell Memory da una parte, le densità astratte di Sunday Night Just Keep On Rolling dall’altra. In entrambe, il brancolare dei sensi incantati in una torpida opalescenza. Tra di esse, la definizione dolce e risoluta di un’estetica già perfettamente consapevole di sé.
L’esordio è indubbiamente un buon biglietto da visita, ragion per cui non stupisce se una stellina come l’italo-islandese Emiliana Torrini e l’altro giovane fenomeno Sigur Ròs affidano ai Mùm il remix di loro pezzi. Tuttavia i quattro spendono gran parte di tempo ed energie per comporre musiche originali a commento del glorioso film muto Battleship Potémkin (La Corazzata Potiomkin), un progetto senz’altro defilato, lontano dai clamori, ma vicino, vicinissimo ai loro topoi musicali. Passati nel frattempo tra le fila dell’occhiuta Fat Cat Records (quella appunto dei Sigur), sul finire del 2001 iniziano ad imbastire la seconda prova, avvalendosi dell’esperto Valgeir Sigurdsson (già con Bjork) alla produzione. [www.sentireascoltare.com]
Day: martedì, novembre 4, 2003
Mum – Yesterday Was Dramatic Today Is Ok
Posted by nico – 4 novembre 2003
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