Day: domenica, settembre 28, 2003

Buon viaggio, Edward

Posted by – 28 settembre 2003

Nato nel 1935 a Gerusalemme da padre anglicano e madre battista nella casa che diverrà la dimora del filosofo Martin Buber, nel 1947 Edward Said si trasferisce con la famiglia al Cairo. Studia negli Stati Uniti, diventa un ottimo pianista e professore di letteratura comparata della Columbia University di New York. Diviene noto a livello mondiale nel 1978 con “Orientalism”, una serrata decostruzione delle verità occidentali sull’altro da sé e dei meccanismi di sapere e potere che concorrono a definire alterità e opposizioni. Negli anni ’80 e ’90 diventa un mentore degli intellettuali indipendenti americani. Sempre attento nel denunciare le violenze di Israele e l’imperialismo eurostatunitense, lo è altrettanto nel condannare il terrorismo suicida e il fondamentalismo islamico. Nel ’93 accusa Arafat di aver tradito la causa palestinese con gli accordi di Oslo. Le ragioni sono esemplari del suo pensiero: l’unica soluzione per israeliani e palestinesi sarebbe stata la costruzione di uno stato binazionale, la spartizione etnica genererà nuovo conflitto. E così fu. Cominciò a scrivere la sua autobiografia nel 1993, tallonato dalla leucemia che lo ha ucciso alcuni giorni fa.
Nemico di tutti gli identitarismi e delle statolatrie, dall’inizio della seconda intifada il suo pensiero diventa sempre più scomodo, nel clima di reciproca chiusura comunitaria e xenofoba delle parti. Davvero si può dire di lui che fece dell’essere “Out of place” il metodo fondamentale della critica e il viatico di un’esistenza perennemente responsabile di fronte agli altri. Arabo cristiano, americanizzato, e anti-americano per l’America patriottarda, ha incarnato fulgidamente il modello dell’intellettuale cosmopolita e nomade, avversario delle religioni e delle ragioni dell’appartenenza e del potere, come non ce ne restano quasi più.
Buon viaggio, Edward. Ci mancherai.