Finalmente un personaggio serio, a capo di un’equipe seria, sforna un serio documento scientifico che fa piazza pulita della confusione in materia di droghe, dimostrando scientificamente che la cannabis non è una droga leggera. Le preziose conclusioni del Consiglio Superiore della Sanità vengono rese pubbliche casualmente due giorni dopo la conferenza pubblica di Fini, Costa e Walters per il lancio della guerra italiana alla droga, e ci riempiono di orgoglio. Perché per la prima volta a livello mondiale dimostrano ciò che la lobby antiproibizionista ha tentato di nascondere per secoli: “l’uso della cannabis è gravato da pensanti effetti collaterali, quali dipendenza, possibile progressione all’uso di altre droghe quali cocaina e oppioidi, riduzione delle capacità cognitive, di memoria e psicomotorie, disturbi psichiatrici quali schizofrenia, depressione, ansietà; possibili malattie broncopolmonari quali bronchite ed enfisema”. Queste rivoluzionarie conclusioni sono basate su innumerevoli studi italiani e internazionali.