Day: mercoledì, settembre 24, 2003

Passaggio a nordestra

Posted by – 24 settembre 2003

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Non mi è nota la diffusione sul territorio nazionale dell’emittente televisiva Telereporter, ma sarei enormemente dispiaciuto se venissi a scoprire che il suo segnale è limitato alla sola Lombardia o alla cerchia del milanese. Se a Napoli hanno Cicciput (Cicciput aiutami tu!), se a Bari il mago Otelma, se ovunque aleggia lo spirito di Vanna Marchi, noi, qui a Milano, abbiamo Prosperini.
O meglio, abbiamo la premiata ditta Prosperini-De Albertis.
Questi due fenomenali esponenti di An nel consiglio comunale di Milano, si dilettano settimanalmente ad insultare, ringhiare, offendere, attentare, violentare in un programma televisivo dal titolo “Passaggio a Nordestra”, un misto tra un comizio politico e una finta intervista tendenziosa, del tipo “ti faccio l’assist e fai gol da un metro dalla porta”.
E giù addosso agli immigrati che ci invadono e rubano il lavoro agli italiani, alle zecche dei centri sociali, ai comunisti ed ai loro amici radicali drogati, agli sporchi islamici. Un misto di rozzezza fascista e leghista involgarito dal faccione strafottente di Prosperini.
I più attenti avranno notato che quella che a prima vista si presenta come una trasmissione d’attualità, legittimazione giornalistica di nuovi opinion leader chiamati ad illuminarci, riconoscimento di intelligenze meritevoli e distintive, in realtà non è nient’altro che un mercenarissimo spazio politico a pagamento.
Che evidentemente, i lor signori, si possono permettere.

Ma quanti sono i bugiardi?

Posted by – 24 settembre 2003

Ormai è la sagra delle cazzata più grossa. E se Sirchia ci infila una piccola bugia, lo zar antidroga dell’Unodc (l’agenzia Onu sulla droga), Antonio Costa, usa le menzogne come bombe per spianare la strada all’esercito di Fini, Mantovano, Muccioli, Don Benzi. Dice testualmente (virgolettato su tutti i maggiori quotidiani): “Bisogna far capire ai ragazzi che l’ecstasy è devastante: brucia il cervello senza nessuna possibilità di recupero. E invece i ragazzi pensano che sia meno pericolosa della cocaina o dell’eroina». Dunque, Esimio Signor Costa, che reprimiamo a fare i consumatori, che li recuperiamo a fare? Non sarebbero da buttare tutti nel cesso, da sopprimere misericordiosamente o raccogliere in grandi centri di stoccaggio di rifiuti umani? Eppure, se i dati mirabolanti della sua agenzia sono veri (40 milioni di consumatori nel mondo, un incremento del 70% in cinque anni, da 4 a 40 tonnellate di anfetamine e metanfetamine sequestrati in dieci, per un giro d’affari stimato in 65 miliardi di dollari annui), bisognerà costruirli proprio grandi questi ospizi giovanili, perché il mondo deve essere già pieno di un esercito di zombie. Bisogna cominciare a fare fronte al problema della collocazione di questa massa di dementi. Oppure è forse il caso di smorzare un po’ i toni, evitando di affermare la necessità della “pena di morte per i narcotrafficanti”, come ha fatto dallo stesso palco John Walters, altro zar dell’antidroga, ma americano (lo si capiva dalla spilla a stelle e strisce appuntata sulla giacca…). Perché o i dati dell’Unodc sono gonfiati, oppure dire che “l’ecstasy è devastante: brucia il cervello senza nessuna possibilità di recupero” è un’affermazione tanto sconvolgente quanto assurda.

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Grazie Report

Posted by – 24 settembre 2003

Sembra un miracolo, e pareva quasi di sognare: per una volta l’informazione riceve una vera spallata (di prima serata) che la rimette in equilibrio, lungo l’asse della tanto invocata par condicio; che non significa (o almeno non solo) reintegrare Santoro in Rai, o dare spazio a cento partiti diversi. Ma dire (in prima serata) quella verità che sempre più i mass-media, specchio di questo nuovo asse costituzionale la cui discriminante è il neoliberismo, vorrebbero relegare a mito, a faccenda confusa, oscura, o secondaria, che non ci riguarda. E cioè: Cuba, Nicaragua, El Salvador, Filippine, Indonesia, Cile, Guatemala, Paraguay, Kurdistan. In altre parole: il terrorismo americano. Diretto e indiretto, si dice, ma dove indiretto significa appoggio politico, economico, militare: armi, soldi, protezioni e benedizioni, addestramento dentro e fuori i confini statunitensi, perfino dettatura delle politiche di paesi pretesi sovrani. Terrorismo per procura, attraverso terzi. Dire la verità ha significato stasera ricordare che gli Stati Uniti sono l’unico paese al mondo condannato dal Tribunale Internazionale dell’Aja per terrorismo. Che non è mai esistito un pericolo rosso in sudamerica, ma solo il rischio di perdere mercati da sfruttare. Che la Russia di Putin, il timido leader che Berlusconi svezza ai giochi della politica mondiale a suon di barzellette, ha trasformato la Cecenia in un gigantesco campo di concentramento. Che il motore mondiale dell’economia mondiale, la multinazionale americana, il 4 dicembre 1984 ha fatto quasi sette volte le vittime del WTC: il luogo era Bhopal, Madhya Pradesh, India. Gli assassini Union Carbide e il suo Presidente Warren Anderson. La prima scomparsa, dissolta in un giro di fusioni e smembramenti. Il secondo libero, vivrebbe a New York. Bhopal non è mai stata bonificata, la gente beve e mangia isocianato di metile, nasce deforme, si ammala, muore. Report e un commovente Marco Paolini ci ha raccontato la battaglia dei sopravvissuti e dei loro figli: YOU WANT OSAMA, GIVE US ANDERSON.
Grazie Marco Paolini. Grazie Report.