Month: settembre 2003

Antichi sapori

Posted by on 30 settembre 2003

campofilone.jpgPer una volta devo ringraziare il governo, che, pur di attribuire a qualcun’altro la colpa di quanto successo nella notte tra sabato e domenica, rischia di creare un farsesco incidente diplomatico con quelli d’oltralpe (gli uni e gli altri). Di fronte a un cotale scaricabarile transnazionale che sinceramente getta ulteriore discredito su un paese la cui immagine è già compromessa per le corna e le gaffes del suo capo del governo, mi trovo sì a provare vergogna (anche se è un sentimento che trasuda nazionalismo) per la situazione, ma allo stesso tempo non posso non provare gratitudine per i nostri governanti.
Sapeste che bello poter camminare tra i vicoli medievali di un antico borgo del centro Italia senza subire le volgarità della Mara Venier domenicale libratesi da qualche finestra aperta, assaporare antichi sapori perduti, scrutare i volti turbati di adolescenti privati degli amici di Maria De Filippi, godere a fondo di questa brusca fermata del progresso.
Tutto è più lento, tutto è più bello.

Buon viaggio, Edward

Posted by on 28 settembre 2003

Nato nel 1935 a Gerusalemme da padre anglicano e madre battista nella casa che diverrà la dimora del filosofo Martin Buber, nel 1947 Edward Said si trasferisce con la famiglia al Cairo. Studia negli Stati Uniti, diventa un ottimo pianista e professore di letteratura comparata della Columbia University di New York. Diviene noto a livello mondiale nel 1978 con “Orientalism”, una serrata decostruzione delle verità occidentali sull’altro da sé e dei meccanismi di sapere e potere che concorrono a definire alterità e opposizioni. Negli anni ‘80 e ‘90 diventa un mentore degli intellettuali indipendenti americani. Sempre attento nel denunciare le violenze di Israele e l’imperialismo eurostatunitense, lo è altrettanto nel condannare il terrorismo suicida e il fondamentalismo islamico. Nel ‘93 accusa Arafat di aver tradito la causa palestinese con gli accordi di Oslo. Le ragioni sono esemplari del suo pensiero: l’unica soluzione per israeliani e palestinesi sarebbe stata la costruzione di uno stato binazionale, la spartizione etnica genererà nuovo conflitto. E così fu. Cominciò a scrivere la sua autobiografia nel 1993, tallonato dalla leucemia che lo ha ucciso alcuni giorni fa.
Nemico di tutti gli identitarismi e delle statolatrie, dall’inizio della seconda intifada il suo pensiero diventa sempre più scomodo, nel clima di reciproca chiusura comunitaria e xenofoba delle parti. Davvero si può dire di lui che fece dell’essere “Out of place” il metodo fondamentale della critica e il viatico di un’esistenza perennemente responsabile di fronte agli altri. Arabo cristiano, americanizzato, e anti-americano per l’America patriottarda, ha incarnato fulgidamente il modello dell’intellettuale cosmopolita e nomade, avversario delle religioni e delle ragioni dell’appartenenza e del potere, come non ce ne restano quasi più.
Buon viaggio, Edward. Ci mancherai.

Il Nobel a Garattini!

Posted by on 26 settembre 2003

Finalmente un personaggio serio, a capo di un’equipe seria, sforna un serio documento scientifico che fa piazza pulita della confusione in materia di droghe, dimostrando scientificamente che la cannabis non è una droga leggera. Le preziose conclusioni del Consiglio Superiore della Sanità vengono rese pubbliche casualmente due giorni dopo la conferenza pubblica di Fini, Costa e Walters per il lancio della guerra italiana alla droga, e ci riempiono di orgoglio. Perché per la prima volta a livello mondiale dimostrano ciò che la lobby antiproibizionista ha tentato di nascondere per secoli: “l’uso della cannabis è gravato da pensanti effetti collaterali, quali dipendenza, possibile progressione all’uso di altre droghe quali cocaina e oppioidi, riduzione delle capacità cognitive, di memoria e psicomotorie, disturbi psichiatrici quali schizofrenia, depressione, ansietà; possibili malattie broncopolmonari quali bronchite ed enfisema”. Queste rivoluzionarie conclusioni sono basate su innumerevoli studi italiani e internazionali.

More…

Terrorism graffiti

Posted by on 25 settembre 2003

report.jpg
Bush dice: Finché le nazioni ospiteranno i terroristi, la libertà sarà in pericolo. Gli Stati Uniti ospitano e proteggono terroristi.
Per chi non si volesse perdere la splendida puntata di Report di Martedì scorso, qui si trova la trascrizione integrale dei testi. Non sarà come vedersi la registrazione del programma, ma è lo stesso un pugno nello stomaco.
Consigliato per americanisti, bushisti, giustizialisti, anti-terroristi, manicheisti.
A voi, buona lettura.

Passaggio a nordestra

Posted by on 24 settembre 2003

prosperini.jpg
Non mi è nota la diffusione sul territorio nazionale dell’emittente televisiva Telereporter, ma sarei enormemente dispiaciuto se venissi a scoprire che il suo segnale è limitato alla sola Lombardia o alla cerchia del milanese. Se a Napoli hanno Cicciput (Cicciput aiutami tu!), se a Bari il mago Otelma, se ovunque aleggia lo spirito di Vanna Marchi, noi, qui a Milano, abbiamo Prosperini.
O meglio, abbiamo la premiata ditta Prosperini-De Albertis.
Questi due fenomenali esponenti di An nel consiglio comunale di Milano, si dilettano settimanalmente ad insultare, ringhiare, offendere, attentare, violentare in un programma televisivo dal titolo “Passaggio a Nordestra”, un misto tra un comizio politico e una finta intervista tendenziosa, del tipo “ti faccio l’assist e fai gol da un metro dalla porta”.
E giù addosso agli immigrati che ci invadono e rubano il lavoro agli italiani, alle zecche dei centri sociali, ai comunisti ed ai loro amici radicali drogati, agli sporchi islamici. Un misto di rozzezza fascista e leghista involgarito dal faccione strafottente di Prosperini.
I più attenti avranno notato che quella che a prima vista si presenta come una trasmissione d’attualità, legittimazione giornalistica di nuovi opinion leader chiamati ad illuminarci, riconoscimento di intelligenze meritevoli e distintive, in realtà non è nient’altro che un mercenarissimo spazio politico a pagamento.
Che evidentemente, i lor signori, si possono permettere.