E’ da tempo che siamo gravosamente costretti a comprendere i personaggi di questa nostra epoca non per la loro caratura, ma per il loro potere. Chi s’è sempre rifiutato di rimettere, nel bene e nel male, le responsabilità della storia ai singoli, alle loro scelte, alle loro idee, sa però che questo è più un esercizio di pulizia concettuale, piuttosto che un metodo rigoroso. Se ci si riduce a comprendere il presente a partire dai sogni più intimi di Berlusconi e D’Alema ci si trasforma in fretta in Bruno Vespa, e si finisce a contrabbandare per storia una serata del Bagaglino. Ciò non toglie che la storia non sia un’entità impersonale. Soltanto, a farla siamo condannati tutti, volenti o nolenti, e soprattutto essa non è altro che il risultato delle interazioni degli esseri umani,