Day: giovedì, giugno 26, 2003

Del presente, del caos

Posted by on 26 giugno 2003

Per mio limite e mia fortuna, ignoro il presente.
La simultaneita’ di stimoli e processi mentali non mi consente uno sguardo limpido sui miei istanti: ne seguo le scie, strabuzzando gli occhi. Un nodo gordiano che si complica irrimediabilmente.
Al presente mi sottraggo: lo ignoro, lo tralascio, al caos preferisco semplificazioni, modelli, strutture, immaginari. Sorgente di potente ispirazione, so che esso puo’ attanagliarmi in modo sorprendente e penoso, gettarmi in un marasma soffocante. Si dice che lo scopo della filosofia e di tutte le scienze sia di liberare l’uomo dall’angoscia del divenire; mi pare che esse piuttosto sottraggano l’uomo all’angoscia del presente sostituendola con quell’altra, altrettanto misteriosa, ma trattabile e sostanzialmente vitale. Il caos mutevole del presente al contrario ammette quest’unica strategia consolatoria: l’anestesia, la catalessi, la psicosi.
Sorte di pochi e’ dover vivere il presente, oppressi dal reale; ad essi pochi voglio rivolgere il mio tributo. Incapaci di ignorare il caos, ne penetrano dolorosamente i meandri incomprensibili e angoscianti. A chi da questo caos e dalle sue tossine distilla tesori si decreta la lode; non la lode si addice a costoro, ma la compassione. Come per chi, rapito nella presenza del proprio caos, non ritorna, ignoto, inutile, pericoloso.