Month: maggio 2003

Vita in guerra

Posted by – 16 maggio 2003

Sebbene da parecchio tempo la guerra sia pensata, fatta e persino commentata da generali ed esperti di geopolitica, credo che pochi si siano convinti davvero che essa non sia pure una questione etica, politica e perfino ontologica. Il monopolio della parola sulla guerra da parte dei realisti della potenza non riesce ad offuscare come in essa sia anche – per lo meno: anche; se non: soprattutto – questione di vita e di morte, del destino dei singoli e delle comunità davanti al potere, e perfino questione di come gli esseri umani pensano il mondo e il perché il mondo sia in un certo modo piuttosto che in un altro. Le stesse immagini televisive che diventano propaganda, e quindi mera funzione della guerra stessa, colpiscono a volte la nostra coscienza violentemente, ben al di là di quello che consideriamo giusto e sbagliato per appartenenza ad un particolare mondo culturale e religioso, e ben al di là di quelli che dovrebbero essere i nostri interessi di parte percepiti a partire dall’appartenenza ad una certa comunità. Detto in altre parole, quelle stesse immagini che dovrebbero istruirci una volta di più circa quello che dovremmo pensare e sentire – perché questa è la nostra identità, questi i nostri interessi di occidentali – finiscono spesso per rovesciarsi in domande circa la giustizia dei nostri gesti e del nostro stesso senso di appartenenza.

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Massa critica

Posted by – 10 maggio 2003

Giovedì scorso ho partecipato alla mia prima Critical Mass, qui a Milano. E’ stata un’esperienza contagiosa, rivoluzionaria. Vedere gli autosauri impotenti dentro i loro bolidi, con motori sovradimensionati, premere in folle sull’accelleratore per intimorire noi ciclisti è stato illuminante. Gli animali del Giovedì notte, in ritardo per la discoteca o per qualche festino esclusivo, ingellati in camicia bianca, sfoggiano supercilindrate e cerchi in lega, sgommano e rombano, urlano dai loro impianti hi-fi oltremodo amplificati. Passano col rosso, superano i limiti di velocità, infrangono qualsiasi regola…..e magari hanno il coraggio di appellarsi al codice della strada perchè una massa informe di ciclisti scanzonati taglia loro la strada o crea intralcio alla circolazione. All’italiano medio la macchina non gliela puoi toccare, è una questione sia culturale che psicologica: la macchina è sintomo di benessere raggiunto e allo stesso tempo espressione tracotante di un io guidatore schiacciato e immiserito. Fermandogli la macchina, lo offendi intimamente, lo fai sfigurare di fronte alla sua platea.
E allora ammassiamoci, creiamo criticità, riprendiamoci le strade.
A Milano ogni Giovedì sera alle 21:30 in Piazza Mercanti.

Il vassallo

Posted by – 10 maggio 2003

Dietro a quell’aria da intellettuale rispettoso ed analitico, si cela un vassallo. Ottenuto il suo feudo in prima serata dal quale pontificare, il poveretto, integralista cattolico della peggior specie, ha dovuto tener fede ai propri doveri (oltre ad essere giornalista Rai, Socci è stipendiato dal Giornale di Paolo Berlusconi) intervistando (o più semplicemente recitando la sua parte) il Magno Puffone. E così il servizio pubblico, depurato delle scorie faziose Santoro-Biagi-Luttazzi, viene usato per un attacco frontale e senza diritto di replica alla magistrtaura ed alla costituzione. Non potendo presentarsi in aula per “motivi istituzionali”, il Puffone preferisce trasferire l’aula del tribunale sulla televisione pubblica: il problema è che oltre ad essere l’imputato veste anche i panni del giudice, e con la più grande arroganza si auto-assolve con formula piena.
Siamo alla fine della democrazia, siamo entrati di fatto in un film di Vanzina.

Abbiamo i liberali al governo

Posted by – 8 maggio 2003

In questo momento è in corso un’ispezione al Tg3 in relazione al servizio effettuato dalla medesima testata sulla contestazione a Berlusconi al Palazzo di Giustizia di Milano (vedi post del 5/5).
Abbiamo un governo di veri liberali, che non esitano a promuovere la carcerazione di 3 anni per il reato di diffamazione giornalistica, che non accettano le contestazioni e che soprattutto non accettano che a queste contestazioni si dia risalto mediatico.
Ma cosa vogliono ancora? Hanno 5 televisioni, giornali, squadre di calcio, imprese edili, case editrici, radio, ospedali, cliniche private, ville, panfili e gnocche fotomodelle prostrate….cosa vogliono ancora?
Si fanno le leggi per sè, si fanno gli appalti per sè, intestano le società ed i giornali alle mogli, controllano ogni spazio della vita pubblica.
Ma cosa vogliono ancora?
Nella mia vita ho avuto la fortuna di conoscere Piero Gobetti e sono certo che se in questo momento fosse qui, non si limiterebbe ad inorridire, ma cercherebbe di fermare tutto questo.
Bauscia e mafiosotti al governo, sciaquatevi la bocca quando parlate di libertà e liberalismo.

Abbiamo i barbari al governo

Posted by – 7 maggio 2003

Sembrano usciti dal peggior film di Vanzina: lampadati, incompetenti, arroganti e spocchiosi, ignoranti e rabbiosi. Intoccabili nei loro privilegi, arrivisti ed arrivati, Cavalieri e Commendatori. Fieri di scorte e autoblu hanno rapidamente ripristinato la distanza tra eletti ed elettori, vanificando quanto di buono aveva portato tangentopoli (il potente in lacrime, il potente ridicolizzato, il potente spogliato dei propri privilegi).
Negano continuamente l’evidenza (“Non c’è nessun conflitto d’interessi, il conflitto d’interessi è una scusa…”), inventano persecutori e perseguiti. Fanno veramente rimpiangere il Caf.