Day: giovedì, maggio 22, 2003

Via Watteau 7, Milano

Posted by – 22 maggio 2003

Riporto uno scritto trovato in rete, fa pensare (grazie all’autore, shok&over).

“Percorro tutta la via M. Gioia, la lunga strada che parte dalla citta’ della moda e che okkupa lo spazio dove una volta c’erano le giostre. Preistoria.
Arrivo davanti alla piscina sormontata da un’antenna della vodafon interamente nascosta da una megan foto della Gale, nuda e ammiccante. Dovrei cambiare scheda, la tim va ancora a figurine.
Giro a sx nella via che passa sotto il piccolo tunnel che conduce in via Watteau.
Qui si apre una piazza grandissima e’ il parking, sono finalmente arrivato nel nuovo Centro Spese Autonomo Faxigestito
Noto le telecamere appese a grandi pali che sembrano forche, numerate stilizzate dipinte con colori alla moda e agghindate con i manifesti dell’ultima campagna >TRE X NADA
Sotto l’okkio di guardie armate, parkeggio pagando 3 euro la mia nuova auto appena lavata, facendo attenzione a non graffiare le portiere, ho gia’ molti debiti con il carrozziere Ucraino.
Prendo un carrello, inserisco la monetina da 3 euro, mi avvio all’entrata, altre telecamere e penso ke un giorno vincero’ una spesa gratis. E saro’ felice.
C’e’ musica dentro, mi invita a comprare, scateno i miei soliti acquisti, poi vedo, ci sono le nuke in offerta 72 euro, ne compro quattro, 2 destre e 2 sinistre. Non vorrei essere accusato di faziosita’.
Poi esco e salgo in auto e’ rigata, maledetti drogati, pago ancora tre euro di extra, faccio una coda, li scacciano tutti insieme. Saluto le guardie, strizzo l’okkio alla camera sul palo e penso.
Ma la semina dove la fanno,le assemblee e le canne ,la musica,il teatro, e un baretto, il jezz, dove saranno
Altri tempi, non tornano piu’.
Pero’sono sicuro, ho pagato anche poco, una bella serata, scarpe, birra, biologico, cassiere strafighe, guardie mordaci, e telecamere solo per me.
Global e’ bello ritornerò.
Ho un lavoro sicuro corococo, ricomprerò.
Succedera’??”

31 Maggio 2003, ore 15, in piazza per il Leoncavallo e per i pochi spazi di libertà non ancora estinti