E’ così, voleva solo magnanimamente porgergli l’accendino per accendere una sigaretta. Solo che prima ha pensato bene di cospargerlo di benzina. La Cassazione ha annullato la sentenza per Cosimo Iannece (omicidio volontario, 30 anni più 800 milioni di risarcimento), l’imprenditore edile che diede fuoco a Jon Cazacu, l’operaio (laureato) romeno di Gallarate, punito per aver richiesto migliori condizioni di lavoro per sè e per i sette suoi colleghi.
La Cassazione ha individuato un “vizio di motivazione” nella sentenza e ha stabilito che il processo andrà rifatto: in pratica dalle precedenti sentenze di primo e secondo grado non emergerebbe chiaramente la volontà omicida dell’imputato.
Ora io mi chiedo: se vengo da te con un tanica di benzina, te la verso addosso, prendo un accendino, lo accendo e te lo getto addosso, ti voglio solo intimidire? E il fatto che muori dopo un mese di ospedale tra indicibili sofferenze è solo la conseguenza di un errore di valutazione?
Month: maggio 2003
Scusa, hai da accendere?
Conosci la massa critica
Per chi volesse saperne un po’ di più su Critical Mass, è online un bel filmato prodotto da Indymedia San Francisco che ne spiega le origini e la crescente diffusione. Il filmato è in inglese e richiede Real Player per essere visto.
Eccolo.
Legittimo impedimento
“Un legittimo impedimento mi impedisce legittimamente di essere presente. Ho chiesto più volte di far slittare la data di consegna dei Telegatti ma non sono stato ascoltato. Ho chiesto più volte di spostare la consegna dei medesimi Telegatti da Milano a Brescia ma non sono stato ascoltato.
Già nell”87 un Telegatto che avrei meritato lo vinse un altro. Prodi e Amato mi parlarono di brogli nella giuria ma non voglio fare polemiche. Ne parlerò nelle sedi previste. Ho già contattato Socci per un’intervista dove può perfino farmi una domanda. Altro che Telegatto, meriterei una medaglia al valor civile. Un bacio a tutti. Viva l’Italia”.
Via Watteau 7, Milano
Riporto uno scritto trovato in rete, fa pensare (grazie all’autore, shok&over).
“Percorro tutta la via M. Gioia, la lunga strada che parte dalla citta’ della moda e che okkupa lo spazio dove una volta c’erano le giostre. Preistoria.
Arrivo davanti alla piscina sormontata da un’antenna della vodafon interamente nascosta da una megan foto della Gale, nuda e ammiccante. Dovrei cambiare scheda, la tim va ancora a figurine.
Giro a sx nella via che passa sotto il piccolo tunnel che conduce in via Watteau.
Qui si apre una piazza grandissima e’ il parking, sono finalmente arrivato nel nuovo Centro Spese Autonomo Faxigestito
Noto le telecamere appese a grandi pali che sembrano forche, numerate stilizzate dipinte con colori alla moda e agghindate con i manifesti dell’ultima campagna >TRE X NADA
Sotto l’okkio di guardie armate, parkeggio pagando 3 euro la mia nuova auto appena lavata, facendo attenzione a non graffiare le portiere, ho gia’ molti debiti con il carrozziere Ucraino.
Prendo un carrello, inserisco la monetina da 3 euro, mi avvio all’entrata, altre telecamere e penso ke un giorno vincero’ una spesa gratis. E saro’ felice.
C’e’ musica dentro, mi invita a comprare, scateno i miei soliti acquisti, poi vedo, ci sono le nuke in offerta 72 euro, ne compro quattro, 2 destre e 2 sinistre. Non vorrei essere accusato di faziosita’.
Poi esco e salgo in auto e’ rigata, maledetti drogati, pago ancora tre euro di extra, faccio una coda, li scacciano tutti insieme. Saluto le guardie, strizzo l’okkio alla camera sul palo e penso.
Ma la semina dove la fanno,le assemblee e le canne ,la musica,il teatro, e un baretto, il jezz, dove saranno
Altri tempi, non tornano piu’.
Pero’sono sicuro, ho pagato anche poco, una bella serata, scarpe, birra, biologico, cassiere strafighe, guardie mordaci, e telecamere solo per me.
Global e’ bello ritornerò.
Ho un lavoro sicuro corococo, ricomprerò.
Succedera’??”
31 Maggio 2003, ore 15, in piazza per il Leoncavallo e per i pochi spazi di libertà non ancora estinti
“Ce l’avete tutti piccolo”
Con queste precise parole lo scimmione apostrofava le decine di ciclisti che tagliavano la strada al suo bolide fiammante. Mi è capitato di assistere a questa scena alla massa critica milanese del 15/05 scorso. Ad un incrocio di una non ben definita arteria della Milano modaiola, il flusso di amiciciclici interrompe bruscamente la cavalcata dello scimmione e del suo teutonico destriero: il tipo, probabilmente bodybuilder/bodyguard/buttafuori di qualche locale trendy e sicuramente assiduo frequentatore di palestre, se ne esce dall’auto tutto infervorato e comincia a sbraitare contro un ciclista, preso assolutamente a caso tra quelli che gli bloccavano la strada. Ma la sua sfuriata dura poco, coperta da centinaia di fischi e da indicibili (visti i tempi) insulti (”buffone!”).
Solo allora, resosi conto di essere nel bel mezzo della cosa più incomprensibile che abbia visto nella sua convenzionale vita, disarmato e ridicolizzato dalla massa, si aggrappa all’ultimo appiglio, alla sola cosa che, negatagli la tracotanza motorizzata e la possibilità di ricorrere alla forza fisica (vista la disparità delle forze in campo), possa testimoniare la sua superiorità: “Ce l’avete tutti piccolo!”