Gaza, 17:19
MO, ferito da israeliani: pacifista Gb è clinicamente morto
E’ clinicamente morto il pacifista britannico colpito oggi dal fuoco israeliano a Rafah. Lo hanno riferito fonti ospedaliere a Gaza. Al momento della sparatoria Tom Horindal fungeva, secondo i compagni, da ‘scudo umano’ per proteggere bambini palestinesi.
La radio militare israeliana ha confermato in serata l’incidente e ha precisato che il giovane “è entrato nella traiettoria” dei proiettili israeliani. Per ora l’emittente non ha fornito ulteriori precisazioni.
E’ tutto vero: www.repubblica.it
Month: aprile 2003
E’ entrato nella traiettoria
Lettera ad un amico
10/03/2005
Austin, Texas, USA
Caro John,
è con estrema difficoltà che ti scrivo. Ti troveresti nelle mie stesse condizioni, se quella stupida bomba fosse scoppiata qui, a Milano, magari in un locale in cui passavo distrattamente alle sette di sera. E invece il tritolo e i chiodi hanno trovato te. L’ultima volta che ci siamo visti, l’autunno passato, discutemmo molto con la leggerezza di chi ancora non è in grado di percepire la portata della tragedia che stiamo vivendo, tragedia che ti ha visto nolente protagonista. Eppure a ripensarci, come tutte le cose, anche questa precisa situazione ha una propria ragion d’essere, non è frutto del caso, ha delle cause precise, anche se non cause spazio-temporalmente contigue, è frutto di precise condizioni che ANCHE noi abbiamo contribuito a creare.
Le ultime bombe, quelle scoppiate solo due settimane fa, hanno disintegrato uno dei simboli più importanti per la tua nazione, quella statua simbolo di giustizia e libertà che tanto i tuoi governanti hanno utilizzato come veicolo simbolico per esportare i loro valori e la loro democrazia nel mondo. Non avranno ucciso persone come negli ultimi mesi (pare che dal Giugno 2003 i morti per attacchi suicidi o attentati terroristici di matrice anti-imperiale, religiosa o politica, siano arrivati a 63.587, compreso te), ma sicuramente hanno avuto un impatto psicologico impressionante. Anche una delle poche testimonianze storiche di una nazione con vita troppo breve (ti ricordi quando si scherzava sul fatto che i 200 anni di storia Usa avevano cancellato in soli 25 giorni 4000 anni di storia mesopotamica?) è stata violentata.
Ma io, ti prego di concedermi questo sfogo (anche se spero che tu in questo momento sia in un posto molto gradevole e che soprattutto non stia qui a sentire me, ma a fare qualcosa di molto meglio), non voglio essere fatalista e non voglio rassegnarmi a pensare che TUTTO QUESTO non poteva essere evitato, come oggi fa quasi la totalità delle persone che mi circondano. Tutto questo POTEVA essere evitato. Pensa solo cosa sarebbe cambiato se quegli incoscienti di Bush e dei suoi gregari avessero lasciato lavorare gli ispettori ONU, avessero rispettato la volontà dell’ONU, avessero aderito realmente ad un equilibrio multilaterale. Ed invece il loro interventismo, le loro mire egemoni, il loro senso di privilegio che li legittimò ad esportare militarmente all’estero principi e valori quali esempi da seguire, hanno risvegliato sentimenti di odio e rancore, di rivalsa e vendetta. Hanno generato kamikaze ed attentati, morte e sangue, guerre e distruzioni. Hanno cancellato storie e popoli, quello curdo e palestinese, sopraffatti dai loro armati vicini, hanno portato all’instabilità ed all’insicurezza globali. E le loro parziali vittorie sul campo, tanto decantate da strateghi militari e televisivi commentatori di politica internazionale come schiaccianti vittorie e testimonianze di superiorità tecnica, militare e culturale, non sono state nient’altro che nuovo combustibile gettato su una miccia troppo corta.
Pensa solo cosa sarebbe cambiato.
Presentimento
Tutti parlano del nuovo governo irakeno, del futuro controllo Usa sul paese, di quanto è stato facile rovesciare il regime di Saddam, ma una cosa stona con questa euforia dilagante. Un tetro presentimento mi suggerisce di prestare particolare attenzione a cosa sta per accadere ai poveri curdi, usati in prima linea dagli Usa e protagonisti nelle battaglie delle città del nord, speranzosi di liberarsi definitivamente dall’oppressore Saddam e di ottenere le tanto anelate indipendenza ed autodeterminazione nazionale. Vorranno una giusta ricompensa per l’impegno profuso. Ma, viene da chiedersi, il democraticissimo esercito turco, che non ha nulla da invidiare all’ex regime di Saddam in quanto a capacità di genocidio di curdi, resterà a guardare?
I perdenti
Finalmente sono state pubblicate sulle pagine del quotidiano comico-sportivo di cui parlavo nell’ultimo post, le formazioni della squadre che hanno avuto l’onore di sfidarsi nel teatro internazionale. Ve le riporto.
PERDENTI: Chirac, Schroeder, Putin, Berlinguer, Cofferati, L’Unità, Ingrao, Bertinotti, Famiglia Cristiana, Botteri, Gino Strada, Manifesto, Agnoletto, Pecoraro Scanio, Tonini, Mister Ballarò, Bandiera della pace
VINCENTI: Bush, Blair, Feltri, Ferrara, Cluster Bomb, Bombe su ospedali, Bombe su giornalisti, Prigione di Guantanamo, Repressione, Pena di morte, Sedia elettrica, Mitragliata su ambulanza, Esecuzioni a freddo, “Madre di tutte le bombe”, “Abbiamo trovato le armi chimiche”, Petrolio
Abbiamo perso
O così almeno sostiene il sempreverde Vittorio Feltri sul suo organo personale di disinformazione, il quotidiano (ahimè…basterebbe una volta al mese) Libero, in edicola oggi.
I pacifisti hanno subito una disfatta storica e già si contano le prime defezioni, i primi scazzi nel movimento anti-usa (premio disinformazione 2003, tre grosse palesi cazzate in meno di 20 parole).
Ora, dalla mente involuta di quell’ignorante di Feltri, le cui imprese (ve la ricordate la pubblicazione stile gogna delle foto di presunti pedofili, qualche tempo fa? Che stile eh…) sono ritenute inarrivabili anche dal più bieco lecchino giornalista di regime e fanno vergognare tante brave persone di fare una onesta professione che va sotto il nome di “giornalista”, emerge una situazione più o meno così definita:
- i pacifisti non sono nient’altro che un’accozzaglia di massimalisti anti-americani (e probabilmente filo-siberiani), senza contare che buona parte del dissenso a questa guerra è nata e cresciuta soprattutto negli Usa (tanto per lui S.Francisco è in Messico)
- i pacifisti hanno fatto “a gara” con i militaristi: 0 a 0, palla al centro, ora vediamo chi vince. Secondo Feltri hanno vinto i secondi.
- come in tutte le partite, dopo una sconfitta c’è il turn-over, si cambia formazione e si ritirano dai balconi le bandiere irakene, quelle arcobaleno per intenderci
Ecco come il più imbecille ed insulso pennivendolo sulla piazza ha ridicolizzato il più grande, globale e trasversale movimento pacifista dalla guerra del Vietnam. Spero solo che aspiri ad un posto di ministro nel governo della prossima colonia americana, altrimenti tanto accanimento non si spiegherebbe….