Il vecchio, la moto e la gallina

Posted by on 4 Giugno 2009

Bunia - Repubblica Democratica del Congo, 31-05-2009

Arriviamo in questo paesino di miniere d’oro, tutto fango, umidita’ e miniere: mercato florido, prostitute, alcool, hotels e ristoranti. La gente setaccia la sabbia e con il mercurio raccoglie l’oro e lo vende ai compratori, i quali con l’acido sciolgono il mercurio e altri metalli e ricavano l’oro puro, attraversano illegalmente la frontiera e lo rivendono in Uganda. E cosi’ va vanti tutto senza alcun minimo controllo, senza che lo stato possa ricavare qualcosa per pagare i salari dei dipendenti statali, che ogni tanto si incazzano, usano le armi per farsi giustizia di anni di pagamenti arretrati, poi si calmano e tutto ricomincia. A 30 anni questa gente e’ gia’ sputtanata dal mercurio.

Arriviamo in questo paesino, dicevo, e lasciamo la macchina per proseguire in moto. Al di la’ di Mongualo (questo il nome) non c’e’ strada, o meglio, la strada ha dei serissimi problemi… Enormi pozzanghere di fango argilloso aspettano al varco il passante, insidiose e profonde agglomerano ogni cosa osi tentare di attraversarle. Le macchine ci finiscono dentro fino in fondo, come dentro sabbie mobili. L’unico mezzo sicuro sono i piedi… ma un po’ troppo lento. Quindi si opta per la moto. In moto si attraversano cosi’ stretti cunicoli tra le pozzanghere, ma spesso si finisce dentro, con il fango fino alle ginocchia, si scende dalla moto e si spinge, quello che si dice sudarsi ogni metro…

Io penso: viva il Congo…

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Pellegrinaggio laico

Posted by on 2 Giugno 2009

Un raro documento, uno spezzone del “Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza” di Piero Calamandrei, tenuto a Milano il 26 gennaio 1955.

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Valgrande

Posted by on 7 Maggio 2009

Ciao Marchino

Posted by on 26 Marzo 2009

L’altro ieri, dopo una lunga malattia, è morto Marco Formigoni, storico giornalista di Radio Popolare dall’87 al ‘95.
Poi tante altre esperienze (che ghignate vederlo su Seimilano!), l’ultima a Peace Reporter.

Non l’ho conosciuto personalmente, ma ricordo una voce squillante, simpatica, entusiastica, ficcante, ironica. Ricordo il grosso buco lasciato in radio quando se ne andò.

Mi commuovo a leggere i ricordi dei redattori della radio o quelli dei lettori/collaboratori di Peace Reporter e con amara tristezza ripenso al tempo “passato insieme”, ascoltandolo.

Massimo Rebotti, indimenticato direttore, lo ricorda così:

Negli studi, allora, si poteva fumare. E tu fumavi. Una volta hai scambiato la mano di chi ti stava di fianco per un posacenere. E, giustamente dal tuo punto di vista, hai pigiato la cicca con una certa energia. L’urlo di dolore del conduttore del giornale radio, in onda, si era sentito benissimo. Abbiamo riso fino alle lacrime.
Ti voglio bene.

Ieri mattina la notizia data alla radio, con il ricordo di Danilo De Biasio, attuale direttore.

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Quale conciliazione?

Posted by on 25 Febbraio 2009

Ieri sono passato da Piazza della Conciliazione a Milano, recente teatro di un ignobile e vigliacco gesto, fin troppo elaborato nei dettagli per essere considerato un semplice atto di vandalismo.
Il nome della piazza, quasi uno scherzo del destino: la ri-conciliazione (e nessuno l’ha mai negata a chi ha pienamente rinnegato il fascismo!) non deve accompagnarsi all’equiparazione tra vittime e carnefici, alla confusione delle responsabilità, non deve consentire di abbassare la guardia.

Il fascismo non è morto, è stato tramandato nelle coscienze, è risposta machista ed egoistica alle frustrazioni delle nuove generazioni, ha assunto altre sembianze e talvolta riappare in chiave simbolica sottoforma di macabri rituali.

Perchè il sacrificio di Martiri come Eugenio Curiel, Medaglia d’oro al Valor Militare, non sia reso vano è ancora indispensabile vigilare, studiare, testimoniare.